La governance cinese dell’IA. Intervista a Wang Hui …di Simone Pieranni

Uno dei più influenti intellettuali della Cina contemporanea racconta la profonda impronta statale che Pechino, in contrapposizione al modello statunitense, mantiene sulla IA. E sottolinea il bisogno di una nuova “ripoliticizzazione” per far emergere nuovi soggetti attivi, giovani, comunità locali, lavoratori, spazi digitali, ed evitare l’iper-centralizzazione del potere. Di recente Wang Hui, intellettuale cinese, considerato uno dei più influenti intellettuali pubblici della Cina contemporanea e una figura di primissimo piano nel dibattito teorico globale – di cui manifestolibri ha tradotto Il nuovo ordine cinese e La questione tibetana tra Est e Ovest, è stato insignito del Premio Internazionale Feltrinelli (nella categoria Scienze Morali e Storiche) assegnato dall’Accademia dei Lincei per aver svelato le radici storiche della modernità cinese. In questa occasione Simone Pieranni, massimo esperto di questioni cinesi, lo ha intervistato

La governance cinese. Parla Wang Hui

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