[…] i nostri debiti nei confronti di Ginzburg, venuto a mancare ieri, 17 giugno, non si limitano a quelle pagine di cinquant’anni fa. Non abbiamo mai smesso di contrarne, prendendo più volte ispirazione dalle pagine sul paradigma indiziario in Miti emblemi spie e dalle indagini su falso, vero e verosimile raccolte ne Il filo e le tracce, nonché dichiaratamente scrivendo La Q di Qomplotto sulla falsariga di Storia notturna. E in Mensaleri, nel rito della Madonna del Latte ci sono espliciti riferimenti e omaggi a I benandanti.
Gli incroci sono stati molti ma, curiosamente, gli incontri in senso stretto sono stati solo due: uno a casa sua, l’altro all’Archiginnasio. Eppure insieme abbiamo condotto una battaglia contro un’operazione culturale neofascista. La percussiva notizia della sua morte ce l’ha data per primo il nostro sodale Luca Casarotti. La stavamo ancora elaborando quando Luca ci ha inviato un suo testo, scritto di getto, che volentieri pubblichiamo, perché ci toglie molte parole di bocca. Del resto è ovvio, essendo anche queste righe frutto di un lungo confronto, di un lavoro condiviso che a Ginzburg deve parecchio. Buona lettura. [Wu Ming, Giap]
Carlo Ginzburg. Un saluto al maestro …di Luca Casarotti
