Albania. Cronache della Rivoluzione dei fenicotteri …di Detjon Begaj e Letizia Caroscio

L’appuntamento è ogni giorno nello stesso luogo, ma il corteo inventa ogni volta un percorso diverso. Intorno al microfono aperto si forma una vera agorà popolare, dove si alterano interventi di persone di ogni generazione e provenienza. L’accessibilità alla protesta è garantita a tutti, come dimostra l’accogliente spazio per i bambini e le bambine che a terra possono giocare ed esprimere la propria creatività. In un paese che conta poco più 2,7 milioni di abitanti, vedere centinaia di migliaia di persone manifestare o bloccare un’autostrada provocando una coda di 25 chilometri fa impressione. La Rivoluzione dei fenicotteri – scoppiata in Albania il 30 maggio, con un grido potente, quello di un gruppo di abitanti dell’area protetta di Vjosa-Narta, a nord di Valona, che hanno abbattuto le recinzioni del cantiere del resort di Kushner – non smette di crescere perché è un movimento generalizzato, partito dalla tutela delle aree naturali per arrivare a essere un movimento contro l’intero sistema di potere albanese. Progressismo, patriottismo, elementi innovativi e nazionalisti si incontrano in uno scenario inedito inevitabilmente contraddittorio. Al di là dei risultati che otterrà nell’immediato, l’Albania non potrà più essere la stessa, scrivono Detjon Begaj e Letizia Caroscio in questo reportage (apparso su Municipio Zero)

Cronache della “rivoluzione dei fenicotteri”

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