Care e cari,
nonostante il bisogno di meritato riposo, la Scuola per la pace (SPP) non va in vacanza.
1. Assemblea nazionale online dell’Osservatorio: Libertà di insegnamento in tempo di guerra. Laboratori di repressione dalla Palestina all’Italia (29 dicembre, ore 18)
Il fatto è che, come abbiamo già scritto, nelle scorse settimane le scuole sono state bersaglio di numerosi interventi repressivi di diversa natura: le ispezioni ordinate da Valditara in alcuni istituti toscani, emiliani e marchigiani per i collegamenti ai webinar con Francesca Albanese, l’annullamento della conferenza di due obiettori di coscienza israeliani presso l’Istituto Aldovrandi Rubbiani di Bologna, la sospensione da parte della DS dell’assemblea studentesca sulla Palestina presso il liceo Fogazzaro di Vicenza, su cui docenti e genitori hanno indirizzato una lettera aperta a Mattarella (da firmare) e, qui a Torino, la chiusura di tre scuole il 18 dicembre in occasione dello “sgombero” del centro sociale Askatasuna (vedi di seguito).
Quanto accade nelle scuole non è che un tassello dell’autoritarismo e della militarizzazione crescenti nel cuore della vita sociale e culturale del paese, dall’arbitraria detenzione dell’imam Mohamed Shahin e del palestinese Anan Yaheesh, alle censure al prof. D’Orsi, alle salatissime multe comminate alle famiglie delle/gli studenti che hanno partecipato a manifestazioni, alle inquietanti accuse rivolte in queste ultime ore a esponenti palestinesi in Italia.
Su questi temi l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha convocato una assemblea nazionale online che si terrà il 29 dicembre alle ore 18, a cui siamo tutt* invitat* per preparare, all’inizio del 2026, un’adeguata mobilitazione con le diverse realtà presenti sui territori.
Qui il documento di convocazione e il link per seguire la assemblea che sarà partecipata da docenti e studenti di tutta Italia.
2. Chiusura di tre scuole a Torino il 18 dicembre Per quanto riguarda Torino, come noto, il 18 dicembre l’ingentissimo dispiegamento di forze di polizia presso la storica sede del centro sociale Askatasuna è stato preceduto dalla chiusura di tre plessi scolastici limitrofi, il Nido Giardino della Pace, la scuola dell’infanzia Gianni Rodari e la primaria Leone Fontana. Famiglie e genitori sono stati avvisati alle 7.30 del mattino, con evidente sottovalutazione e indifferenza per il forte disagio che la chiusura arbitraria e improvvisa ha comportato. Alcuni insegnanti si sono recati davanti alla scuola in segno di protesta e il giorno dopo tre classi hanno fatto lezione in piazza Castello per testimoniare l’accaduto e informare la cittadinanza, come documentato nel primo servizio di Primantenna e nelle foto in allegato, inviatici dalla docente Antonia Paradiso. Il racconto della giornata e “le domande che pretendono risposta” si possono leggere nel testo della petizione di insegnanti e famiglie, che invitiamo a firmare: la Scuola per la pace condivide infatti l’indignazione delle e dei docenti dell’IC Gino Strada e manifesta piena solidarietà con la loro giusta protesta.
Esprime anche la propria indignazione per la massiccia operazione di polizia, del tutto sproporzionata, dato che l’edificio di Askatasuna non era più occupato in attesa dei lavori che l’avrebbero reso uno spazio comune del quartiere Vanchiglia (a seguito del patto di collaborazione con il Comune), dove peraltro è da anni punto di riferimento per abitanti di ogni età.
3. Le scuole di Gaza
Nel frattempo, il 19 e 21 dicembre, le due iniziative di raccolta fondi per le famiglie e le scuole di Gaza, organizzate da SPP con il Comitato un aiuto per la Palestina e con il BDS Torino, presso Pais e presso la Barricata, locale di Vanchiglia, sono state partecipate e calorose. Nella foto in allegato a Pais Giorgio Monestarolo e Cristiana Bartolini dialogano con il giovane Naim Abu Saif, autore del libro L’ultimo respiro di Gaza.
I due progetti delle scuole di Gaza proseguono grazie al generoso sostegno di tante persone e scuole piemontesi. Mosbah, responsabile della scuola Al Salam, ci ha inviato un report che contiene anche i nomi dei 54 bambini/e e dei 4 docenti che compongono due classi di primaria allestite in due tende, ma il file è piuttosto pesante e possiamo inviarlo a chi ne faccia richiesta.
Alle due scuole è giunta, suscitando entusiasmo, la bella lettera, accompagnata da disegni, della classe 2A dell’IC Rita Levi-Montalcini, dove insegna la nostra compagna Liliana Ellena. La lettera è in allegato; in versione inglese e con i disegni è caricata sul drive.
Scrive Liliana:
“Carissim*,insieme ai genitori della classe in cui insegno quest’anno abbiamo pensato di aderire alla vostra campagna di sostegno delle scuole Al Salam e The Future in Small Hands di Gaza (…). Abbiamo condiviso questo gesto di solidarietà con i bambini e le bambine della classe (2A della scuola primaria IC Rita Levi-Montalcini) in continuità con il lavoro didattico fatto insieme in questi mesi sulla guerra e in allegato trovate una lettera per i bambini e le bambine di Gaza insieme ai loro disegni sia in versione italiana sia in versione inglese.Ci piacerebbe stabilire un qualche contatto diretto con gli/le insegnanti di classi di età affine per provare a pensare insieme a un lavoro di corrispondenza e di scambio che trasformi la solidarietà in un’esperienza di relazione concreta. Nel caso pensiate sia possibile ci risentiamo dopo le vacanze“. Crediamo che la possibilità ci sarà, nonostante le difficoltà di comunicazione con Gaza…
4. Pubblicità televisiva di LeonardoMaria Luisa Feletti, docente a Santena, ci scrive questa lettera per esprimere la sua giusta contrarietà alla pubblicità televisiva di Leonardo:
“Gentilissimi,
sono Maria Luisa Feletti, insegnante di scuola primaria presso l’IC di Santena (TO). Scrivo per segnalare che da qualche giorno viene trasmesso sui canali televisivi Rai e Mediaset uno spot di Leonardo Spa (non sono riuscita a verificare su canali come La7 o Nove). Ovviamente, nella pubblicità (reperibile qui: https://www.youtube.com/watch?v=c9zzWOYnHg0), così come nel comunicato che vi fa riferimento, presente sul sito di Leonardo e datato 22 dicembre 2025 (reperibile qui: https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/leonardo-in-tutti-i-mondi-possibili), non si utilizzano mai termini relativi all’ambito bellico: viene presentata un’azienda che è “a tutela del pianeta e di chi lo abita” e si sostiene che Leonardo è “abilitatore di futuro”. Credo che la questione sia particolarmente grave, in quanto questo spot tenta di normalizzare la guerra, anche dietro il fascino della tecnologia: si rivolge soprattutto ad un pubblico giovane, incarnato dal ragazzo che compare nello spot. In aggiunta, ritengo molto grave anche il fatto che di frequente questo spot sia trasmesso successivamente alla pubblicità della piattaforma AppLI (https://www.youtube.com/watch?v=6rUaERu574U), un’iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dedicata ai giovani e al mondo del lavoro, quasi a suggerire che la Leonardo potrebbe costituire un’opportunità lavorativa per ragazzi e ragazze che magari hanno appena terminato le scuole superiori o gli studi universitari. Mi chiedo e Vi chiedo se possiamo fare qualcosa per opporci a tale pubblicità: credo che la questione ci riguardi tutti, non soltanto come insegnanti, ma anche e innanzitutto come cittadini.
Ringraziando anticipatamente, colgo l’occasione per augurare Buone Feste”.
Notiamo che nello spot di Leonardo ci sono messaggi in contrasto con il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, in particolare cifre che appaiono prive di senso: che significa “+ 3,5mila missioni di salvataggio l’anno delle forze dello Stato”? Ci informeremo in merito e intanto inviamo la segnalazione all’Osservatorio.
5. Corso di formazione insegnanti su Abolire il nucleareIn tema di educazione alla pace, segnaliamo il corso di formazione per insegnanti e per la cittadinanza organizzato da WILPF in collaborazione con l’Osservatorio dal titolo Abolire il nucleare con i Saperi, la Memoria, le Reti, i Territori Seconda edizione – 2026 che si terrà online a partire dall’8 gennaio in orario 18-20. Il programma, molto interessante, e le modalità di iscrizione si trovano qui e qui.
6. La consistenza dei gruppi pacifisti italiani
Maddalena Brunasti, giornalista che abbiamo piacevolmente conosciuto in ottobre a Casale Monferrato dove è attiva nel gruppo Mezzora di silenzio per la pace e la giustizia sociale, ha condotto un’indagine sulla consistenza dei gruppi pacifisti che manifestano con continuità in Italia: 66 iniziative periodiche in 56 città, un “fenomeno sociale” percepibile e in aumento, certo non riportato sui media mainstream.
Grazie a tutte per l’impegno, le comunicazioni e le segnalazioni, con tanti auguri per l’anno nuovo
per la SPPTerry Silvestrini
