Vertenza ex Gkn :: Fuori dalla mobilitazione non c’è salvezza.

Vertenza ex Gkn. All’incontro del 31 maggio, nessun investitore al tavolo istituzionale nonostante fosse stato annunciato nella convocazione dell’incontro stesso. Il Governo tergiversa e si sottrae dalle sue responsabilità, scelga da che parte stare.

L’RSU ex Gkn: “Tutto previsto, niente di nuovo. Fuori dalla mobilitazione non c’è salvezza. Se il pubblico è “garante”, sia garante nazionalizzandoci”

[Firenze, 1 giugno 2022] “Con la presente siete invitati ad un incontro con i nuovi investitori in QF”: questo era il testo di convocazione dell’incontro istituzionale del 31 maggio. I nuovi investitori non c’erano e nemmeno un loro rappresentante legale, nonostante le assicurazioni da parte delle istituzioni fino alla mattina stessa. Il tavolo quindi è stato un tentativo da parte dell’azienda di forzare l’apertura di una cassa di transizione della durata di 24 mesi, al quale si sono praticamente opposte solo l’Rsu e le organizzazioni sindacali. L’azienda ha proceduto unilateralmente a rinnovare la cassa integrazione ordinaria di altre 13 settimane. Di tavolo in tavolo, siamo già a 33 settimane di cassa integrazione ordinaria.
La discussione doveva discutere con gli investitori e di investimenti, è finita invece sulla cassa integrazione e sul tema dello smantellamento dello stabilimento. Si rafforza così il sospetto di essere prima di tutto di fronte a una “delocalizzazione dolce”, fatta per procura.
“Il progetto industriale, così come ci è stato presentato – sottolinea l’RSU – si compone di investitori diversi, in discussione potenzialmente concorrenziale tra loro. E’ facile capire come un simile progetto possa saltare per una miriade di variabili e varianti. Il punto però è un altro: allo stato attuale la genericità delle risposte fornite dall’azienda è tale per cui un domani si potrebbe addurre qualsiasi motivazione al venir meno del progetto. Senza alcun reale meccanismo di verifica”.
Il Mise è sparito dai radar, inghiottito da ogni tipo di voce. L’incontro di accreditamento degli investitori, la cui funzione non è mai stata chiara agli stessi lavoratori, non sarebbe andato evidentemente a buon fine. Si rincorrono le voci se questo sia dovuto a scontri politici dentro il Mise o più banalmente al fatto che il Mise ha fatto valutazioni non proprio entusiaste sul progetto industriale.
Nell’incontro del 31 maggio la Regione, la città metropolitana e il Comune di Campi si sono resi garanti del processo. “Incassiamo tale volontà politica” sottolinea l’RSU, “ma abbiamo chiesto quali siano le garanzie concrete, perché persino quando si chiede un mutuo è necessario dare certezze, e il solo metterci la faccia non basta. Troppe sono state le reindustrializzazioni andate male, nonostante la politica si sia resa garante del processo”.
E allora, davanti all’ennesimo impasse, con un tavolo MISE di fatto assente, la richiesta dell’RSU è chiara e diretta: “l’ex Gkn venga nazionalizzata e resa pubblica, attraverso l’intervento diretto del capitale pubblico in Qf. Il pubblico entri immediatamente come socio diretto del progetto di reindustrializzazione, esercitando quindi sia un ruolo di controllo sia di proposta e propulsione. La Regione Toscana si appropri dell’iniziativa diretta nel sollecitare e mettere in funzione le reti di ricerca pubbliche sul territorio”. Ponendo fine a questo logoramento e alla riduzione della vertenza Gkn a un elemento di show mediatico.
La formazione sbandierata dall’azienda sui giornali, del resto, è di fatto finalizzata ad oggi solo a rimpiazzare le competenze perse finora o semplici rinnovi di attestati e patentini. Un livello di formazione quindi di routine, in alcuni casi obbligatorio per legge, e soprattutto finalizzato ad avere una platea di manutentori in grado di slacciare e smantellare le linee produttive attuali. Con il resto della formazione proposta per l’autunno che appare general generica e non collegata in maniera concreta ad alcun piano industriale.
“Tutta la nostra esperienza fin qua dimostra che l’unica vera garanzia è la mobilitazione in campo” sottolinea l’RSU. “Ragione per cui dal 9 luglio non abbiamo smobilitato un solo giorno, con il presidio della fabbrica e l’assemblea permanente che rimangono attivi”.
“Non attendiamo passivamente la reindustrializzazione che forse sarà ma la reindustrializzazione sarà perché noi non attendiamo passivamente” conclude, “per questo discuteremo a breve con tutti i lavoratori l’ulteriore rafforzamento delle misure di mobilitazione, con il territorio insorto a nostra difesa”.

Per contatti stampa:
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