NoTav :: Espropri in Val di Susa

Quest’anno la befana è arrivata in anticipo in Val di Susa per evitare tamponi e quarantene previsti per chi viaggia. Incurante delle raccomandazioni della COP26 sulle limitazioni di combustibili fossili il suo sacco conteneva per noi soltanto carbone e non mancava un rimprovero del TAR ai notav: “Come osate?”. Neanche fosse Greta! Per il resto soltanto “bla bla bla”.
Metafore a parte: il rimprovero  è implicito nella sentenza con cui il TAR del Piemonte ha respinto il nostro ricorso relativo agli espropri dei terreni di Chiomonte. L’udienza (non pubblica) si era tenuta lo scorso 5 ottobre, l’esito è stato tenuto segreto fino al deposito della sentenza avvenuto il 9 dicembre (soltanto due mesi di ritardo…) e nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con gli avvocati per una valutazione nel merito.
E’ condiviso il parere che il TAR abbia nella sostanza fatto proprie le argomentazioni contenute nelle memorie difensive di TELT riproponendole tali e quali senza preoccuparsi troppo di motivare. In avvocatese suona così: “le affermazioni riportate nella sentenza non hanno un riscontro probatorio in causa“. Sentenza pre-confezionata? Ognuno giudichi da sé.
Ormai abbiamo imparato che quando in ballo c’è il grande business del TAV non si può pretendere che alle nostre ragioni corrispondano obiezioni sulla base di argomenti convincenti, tanto vale sorvolare. La sentenza (che alleghiamo) non ci ha colti dunque impreparati.
Resta il fatto che, come già detto nei mesi scorsi, i risultati della mobilitazione costruita attorno agli espropri ha dato altri risultati di cui andiamo orgogliosi e sui quali non mi ripeto, se a questi si fosse aggiunto un esito favorevole del ricorso al TAR certo avremmo festeggiato a champagne.

A questo punto si aprono due prospettive: prendere atto della sentenza, considerare chiusa la partita e continuare la lotta su altri fronti che certo non mancano; oppure ricorrere al Consiglio di Stato.
Nelle prossime settimane i comitati notav faranno le valutazioni del caso tenendo conto di quanto i condizionamenti della politica possano in qualche modo influenzare anche scelte della giustizia amministrava a livello nazionale ma anche, cosa non trascurabile, considerando gli ulteriori costi decisamente sostenuti di cui dovremmo farci carico per il ricorso. Altro elemento di valutazione sarà l’ipotesi di un eventuale successivo ricorso alla Corte europea dei diritti umani (per il quale è necessario il passaggio intermedio del Consiglio di Stato). Al momento l’aria che tira tra i militanti non sembra favorevole all’ipotesi di proseguire, in ogni caso se ci dovessero essere ulteriori sviluppi vi terremo informati.
Nel frattempo molti comproprietari hanno ricevuto da TELT i verbali delle operazioni di esproprio: chi avesse una stufa o un caminetto può tranquillamente prendere in considerazione scelte alternative alla raccolta differenziata.

Un ultima informazione riguardo alla querela per diffamazione nei confronti del direttore di Repubblica Maurizio Molinari su cui vi avevamo coinvolti: precisato che anche in questo caso la fiducia nei tribunali rimane quella di cui ho parlato è doveroso valorizzare il fatto che l’iniziativa ha riscosso un notevole risultato in termini di partecipazione: sono state presentate almeno 300 querele, il numero potrebbe essere superiore. La maggior parte delle querele sono state presentate in Val di Susa e Torino, una parte in altre province del Piemonte e alcune in altre regioni. Risultato quanto mai lusinghiero, per l’esito finale si vedrà.
Per il momento un augurio di buone feste con la speranza che almeno babbo natale sia più buono della befana.

Qui la sentenza del Tar: TAR-Piemonte-sentenza-espropri-terreni-Chiomonte

Ezio

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