Schiavi Sfruttati Resistenza …di Sonia Modenese

Marx aveva previsto che ci fossero nel capitalismo crisi periodiche legate alla sovrapproduzione di beni che avrebbero portato ad una contrazione dei prezzi, per cui il Capitale per mantenere il profitto avrebbe dovuto contrarre il costo del lavoro; parimenti Marx aveva previsto che il sistema capitalistico avrebbe sempre più adottato forme di sfruttamento del lavoro, fino ad arrivare a quella estrema, quella che genera il profitto massimo che è la schiavitù appunto.

Per rendere più comprensibile questo concetto, posso portare ad esempio la filiera agroalimentare, con i compratori della grande distribuzione che grazie a tecniche come la doppia asta, possono causare una contrazione impressionante dei costi dei prodotti agricoli, imponendo prezzi che obbligano alla schiavitù e, in tutto questo processo, la totale assenza dello Stato in nome del libero mercato che continua ad avere cantori eccellenti è disarmante o meglio allucinante. 

Il discorso però non vale solo per l’ultimo anello della catena (gli schiavi) o per l’agroalimentare, giacché stiamo assistendo ad una svalutazione del lavoro generalizzata che coinvolge anche le libere professioni, ma che trova la sua massima espressione nell’esercito delle partite iva che di fatto rappresentano la base elettorale delle destre: muratori, idraulici, artigiani, ambulanti, sono definiti come “gli imprenditori di se stessi”, in realtà sono i nuovi modelli di lavoratori senza diritti, supertassati e evasori, che hanno il grosso problema di non essere consapevoli di far parte di quell’esercito di riserva funzionale al Capitale e posti solo qualche gradino sopra i migranti. Sono tutti coloro che “elevati al rango di imprenditori di se stessi dai cantori dello sfruttamento in realtà sono stati spogliati di tutele e diritti e vagano nudi come Adamo nel grande spazio del mercato globale a disposizione del capitale che compra merce forza-lavoro al massimo ribasso” (Ciofi).
Sono i cosiddetti “forgotten”,  sono la massa liquida base elettorale prevalente delle nuove destre, non in grado di analizzare le dinamiche capitale-lavoro e per loro natura non in grado di esercitare una azione politica collettiva per i diritti: questi forgotten oggi esprimono disagio e frustrazione attraverso razzismo, odio contro i poverissimi e adesione acritica al populismo quando invece la battaglia per i diritti degli ultimi e contro la schiavitù diviene la battaglia per i diritti di tutti. 

Lottare a fianco dei “clandestini” schiavizzati nelle campagne o nell’edilizia o nei servizi significa lottare contro lo sfruttamento umano, contro l’assalto allo stato sociale, al diritto del lavoro, della salute, della cultura che hanno rappresentato la conquista storica nel cammino verso la libertà e l’uguaglianza.

E oggi io ero in piazza insieme alla Cicloofficina Thomas Sankara  a manifestare la totale solidarietà e vicinanza alla visione che Mimmo Lucano ha tentato di erigere; contro la condanna sproporzionata inflittagli e non contro la sentenza, contro leggi ingiuste, per un mondo migliore perché “quando la legge è ingiusta, disobbedire è un dovere”

Biella, 8 ottobre, Sonia Modenese

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