Uno dei documenti più chiari e diretti del suo pensiero resta l’intervista concessa a Maurizio Costanzo nel 1978, in un momento cruciale della storia italiana: pochi mesi dopo l’approvazione della legge 180 del 1978, la legge che avrebbe avviato la chiusura dei manicomi.
In quell’intervista Basaglia non parla come un ideologo, ma come un uomo che ha attraversato i luoghi dell’esclusione e ne ha visto la violenza quotidiana. In queste parole è già contenuto il cuore del pensiero basagliano. La follia non è un oggetto estraneo da isolare, ma una possibilità umana. La normalità non è uno stato naturale, ma una condizione costruita socialmente. Il manicomio non è un luogo di cura, ma un’istituzione totale che annulla l’individuo (Laura Tussi)
“La follia è una domanda di aiuto che non sappiamo accogliere” …di Laura Tussi
