Dossier statistico immigrazione 2025

Il Dossier Statistico Immigrazione, giunto alla 35ª edizione, sviluppa un’analisi socio-statistica aggiornata e a tutto tondo dell’immigrazione in Italia, come pure nel contesto europeo e globale, dando voce a oltre 100 esperte ed esperti tra i più autorevoli in materia. Realizzato grazie al sostegno dell’Otto per mille della Tavola Valdese e dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, oltre che di una serie di strutture pubbliche e private, nazionali e regionali, intende contribuire a una conoscenza più corretta e puntuale delle migrazioni.

Secondo le stime Onu al 2024, i migranti internazionali (coloro che vivono da più di 1 anno in un Paese diverso da quello di residenza abituale) sono 304 milioni, pari al 3,7% della popolazione mondiale, quasi il doppio di trent’anni fa. La principale meta è l’Europa (con oltre 100 milioni), seguita da Asia (85 milioni) e Nord America (79 milioni). Si tratta di una mobilità generata dall’intreccio di disuguaglianze economiche, dinamiche demografiche, crisi climatiche e politiche, conflitti e reti sociali. È una geografia dei flussi migratori planetari che narra, tra le altre cose, la dissimmetria tra Nord e Sud del mondo. L’Unione europea, con 450 milioni di abitanti (5,5% della popolazione mondiale), concentra il 14,2% del Pil mondiale, con un reddito medio pro capite di 62mila dollari: è sviluppata, ma ha una popolazione che invecchia e si riduce (-29 milioni entro il 2050), dipendendo sempre più dall’immigrazione (63 milioni di migranti internazionali, con un’incidenza del 14,1%). L’Africa, al contrario, è giovane e demograficamente in crescita (+1 miliardo di abitanti entro il 2050), ma resta segnata da redditi bassi (6.700 dollari pro capite). L’Asia, con i suoi 4,7 miliardi di abitanti, è invece il baricentro demografico mondiale, dove, con grandi divari interni, spicca il modello del Golfo, fondato sull’apporto lavorativo di 31 milioni di immigrati. Nelle Americhe, il Nord ricco (385 milioni di abitanti e un Pil pro capite di 83.000 dollari) resta molto attrattivo (7,5% di immigrati), mentre il Centro-Sud, pur con 663 milioni di abitanti, ha 21.300 dollari di reddito pro capite e una minore capacità di attrazione (2,6%). L’Oceania presenta, infine, l’incidenza più alta di immigrati (21,5%), nonostante politiche molto selettive. Nel Nord del mondo vive il 16,9% della popolazione globale, ma si concentra il 44,0% della ricchezza; nel Sud risiede il restante 83,1% dell’umanità, con 15.800 dollari di reddito medio annuo contro i 62.800 del Nord. Questa frattura spinge milioni di persone a cercare altrove opportunità e dignità. Un ruolo compensativo lo svolgono le rimesse: nel 2024 hanno raggiunto 685 miliardi di dollari quelle inviate verso Paesi a basso e medio reddito (dall’Italia 8,3 miliardi di euro). È un dato parziale, perché non contabilizza i canali informali e la nuova frontiera delle “rimesse digitali”.

A partire da questo quadro internazionale il dossier sviluppa un’analisi finalizzata a decostruire le false percezioni e rappresentazioni distorte del fenomeno migratorio, per favorire, nella società civile e tra i decisori politici, atteggiamenti meno ideologici, prassi più aperte e politiche più lungimiranti, oltre che improntate al rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale.

Qui il link alla scheda di sintesi del dossier: dossierimmigrazione2025-scheda di sintesi

Volere la luna, 2 gennaio 2026

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