Una smobilitazione generale …di Giorgio Agamben

Nel 1932 Ernst Jünger pubblica Der Arbeiter, Il Lavoratore (o, come si dovrebbe forse tradurre più precisamente, “L’operaio”, arbeiterklasse in Marx è «la classe operaia») in cui questa nuova figura dell’umano segnava il nuovo ordine del mondo (la prima edizione in lingua italiana risale al 1984, pubblicata da Longanesi, tra le più recenti quella di Guanda). Alla centralità del lavoro corrisponde il dominio della tecnica. Svolgendo concetti che aveva espresso nel libro di due anni precedente La mobilitazione totale (racconto raccolto in Foglie e pietre da Adelphi), Jünger, tra l’altro, scrive: “la tecnica è il modo in cui la forma dell’operaio mobilita il mondo”.
La sua diagnosi, che riprendeva in tutt’altra prospettiva le analisi di Marx, esercitò un influsso considerevole tanto alla destra che alla sinistra dello schieramento politico.

Tanto più sorprendente è che questa decisiva figura epocale sia ormai da qualche decennio scomparsa.
La tecnica continua a governare il mondo e ha certamente accresciuto ovunque il suo potere, ma essa non è più «il modo in cui la forma dell’operaio mobilita il mondo». Al contrario, nella forma dell’intelligenza artificiale, essa sembra implicare piuttosto il tramonto della centralità del lavoro che Jünger aveva in mente. In luogo della servitù legata allo sfruttamento e alla mobilitazione, la tecnica, sfumando progressivamente le identità di ceti e classi, sembra oggi mirare a un inedito asservimento attraverso una sorta di smobilitazione generaleTanto più sorprendente è che questa decisiva figura epocale sia ormai da qualche decennio scomparsa.

Pubblicato su Quodlibet e Comune-Info.

Tra i libri più importanti di Giorgio Agamben: Homo Sacer. Edizione integrale 1995-2015, (Quodlibet) e L’uomo senza contenuto (Quodlibet). L’ultimo libro invece è Il corpo della politica (Bollati B.)

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