Poligono di Candelo-Massazza: l’Ente Parco sacrifica la tutela della Baraggia di Candelo alle esigenze militari

Poligono di Candelo-Massazza: l’Ente Parco sacrifica la tutela della Baraggia di Candelo alle esigenze militari. Un’occasione persa per la trasparenza e la legalità.

Il Circolo Tavo Burat APS ETS – Pro Natura ha deciso di non intraprendere la via del contenzioso giudiziario avverso la Determinazione Dirigenziale n. 285 del 26 maggio 2026, con la quale l’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore ha approvato la Valutazione di Incidenza (VINCA) per le esercitazioni militari nel Poligono di Candelo-Massazza.

La scelta non è dettata da una condivisione del merito del provvedimento, ma dalla consapevolezza dei costi, dei tempi e dell’alea di un giudizio amministrativo contro un “potere forte” come il Ministero della Difesa. Una battaglia che, pur giuridicamente fondata, avrebbe sottratto energie e risorse preziose alla nostra principale missione: la tutela concreta del territorio.

Tuttavia, la rinuncia al ricorso non significa affatto rinuncia alla verità. Vogliamo che l’opinione pubblica e le istituzioni regionali e nazionali sappiano che l’Ente Parco ha scelto la via del minimo sforzo, rinunciando a un atto di coraggio amministrativo che avrebbe potuto correggere una procedura viziata.

Il Circolo Tavo Burat, seppur con rammarico, non si arrende. Questa decisione ci spinge a intensificare la nostra azione di vigilanza e denuncia pubblica:

  • Continueremo a monitorare l’area del poligono e a segnalare eventuali illeciti e difformità.
  • Chiederemo alla Regione Piemonte e al Ministero dell’Ambiente di esercitare i propri poteri
  • di controllo e di vigilanza sull’operato dell’Ente Parco.
  • Porteremo la questione all’attenzione della Commissione Europea, affinché valuti se l’Italia,
  • anche attraverso questo singolo caso emblematico, stia applicando correttamente la Direttiva Habitat.

Invochiamo un cambiamento di passo: l’Area Protetta e la ZSC non possono essere considerate un “parco giochi” per le esercitazioni militari. Chiediamo che venga avviato un vero e proprio tavolo di confronto tra tutte le parti interessate, con la partecipazione della Regione Piemonte, dell’Ente Parco e del Ministero della Difesa, per definire un nuovo Disciplinare d’uso che ponga finalmente al centro la conservazione della Baraggia e delle sue specie più preziose, come il Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) e la Ninfale delle torbiere (Coenonympha oedippus)

Qui il Comunicato Stampa completo

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