ABBECEDARIO ETICO : H di Humanitas
Progetto di M. Alessandra Filippi promosso da Local March for Gaza
Dopo la G di Genocidio, la H di Humanitas non poteva che essere una domanda. Che cosa significa riconoscere nell’altro un essere umano come noi?
Per i Romani, humanitas non era semplicemente una condizione biologica. Era un compito. Significava coltivare la propria umanità attraverso la cultura, l’empatia, la capacità di comprendere il dolore altrui e il riconoscimento di una comune fragilità.
La stessa tradizione latina metteva in dialogo homo, l’uomo, humus, la terra, e humilitas, l’umiltà, ricordandoci che nessuno è fatto di una materia diversa. Forse è proprio qui che si nasconde una delle intuizioni più profonde di questa parola. Perché ogni volta che dimentichiamo la nostra comune appartenenza alla terra, diventa più facile negare l’umanità dell’altro. E ogni volta che neghiamo l’umanità dell’altro, il primo passo verso la violenza è già stato compiuto.
In questa nuova puntata dell’Abbecedario etico, dalla Roma antica ai bambini di Gaza, proveremo a rispondere a una domanda antica e radicale: che cosa resta dell’umano durante e, soprattutto, dopo l’abisso?
Un episodio al limite tra prosa e poesia dell’Abbecedario etico di M. Alessandra Filippi. Potete ascoltarlo QUI
