È stato pubblicato nei giorni scorsi il secondo rapporto di monitoraggio realizzato dal Tavolo asilo e immigrazione sui CPR di Bari, Brindisi, Caltanissetta, Gradisca d’Isonzo, Macomer, Milano, Palazzo San Gervasio, Roma, Torino, Trapani, concluso nel gennaio 2026.
Nel primo Rapporto, pubblicato nel 2024, il Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI) ha ricostruito la natura illegittima, inefficace e profondamente disumana della detenzione amministrativa e dei CPR. Le evidenze raccolte lo scorso anno, in continuità con oltre vent’anni di inchieste, denunce e monitoraggi indipendenti (incluso il recente rapporto del Comitato europeo per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti a fine 2024), hanno confermato che i CPR non rappresentano una distorsione accidentale del sistema, né il frutto di singole cattive gestioni, ma un’aberrazione strutturale: un costoso dispositivo di privazione della libertà che viola sistematicamente i diritti fondamentali, fallisce rispetto agli obiettivi dichiarati di rimpatrio sperperando risorse pubbliche e produce sofferenza, degrado e morte.
Nelle pagine del rapporto 2024, il TAI ha assunto un impegno pubblico e politico chiaro: non fermare il monitoraggio, non arretrare, non normalizzare l’orrore, finché i CPR non saranno definitivamente chiusi. A distanza di un anno, la correttezza di quell’obiettivo non solo non è stata smentita dai fatti, ma è drammaticamente confermata e aggravata. Le politiche migratorie perseguite nel frattempo hanno continuato a investire sulla detenzione amministrativa come uno degli strumenti ordinari di “governo” delle migrazioni, rafforzandone l’estensione (ad esempio, con la prevista realizzazione di un nuovo CPR a Trento), riaprendo strutture già teatro di rivolte, incendi e gravi violazioni, e comprimendo ulteriormente gli spazi di controllo democratico.
Il monitoraggio del 2025 nasce dunque come la prosecuzione necessaria di un percorso già tracciato, nella consapevolezza che è in gioco non soltanto la condizione delle persone trattenute oggi nei CPR, ma la tenuta stessa dello Stato di diritto. Nel corso del 2025 le delegazioni del TAI hanno effettuato visite in dieci CPR sul territorio nazionale, rispetto agli otto monitorati nell’anno precedente: Bari-Palese, Brindisi-Restinco, Caltanissetta-Pian del Lago, Gradisca d’Isonzo (GO), Macomer (NU), Milano Via Corelli, Palazzo San Gervasio (PZ), Roma-Ponte Galeria, Torino-Corso Brunelleschi, Trapani-Milo. Tutti i CPR, tranne Torino e Milano, si trovano in aree isolate, non collegate, nascoste agli occhi dell’opinione pubblica.
