“State of Health in the EU” (“Lo stato di salute nell’EU”) è un report annuale sulla situazione sanitaria dei Paesi dell’Unione elaborato dall’Ocse e dall’European Observatory on Health Systems and Policies al fine di fornire una panoramica sintetica sul punto e sulle sfide specifiche che si aprono per ciascun Paese. Il report ha un carattere di ufficialità posto che si basa sui dati e sulle informazioni contenute nelle statistiche nazionali fornite dai singoli Paesi. Il testo qui pubblicato è quello del Profilo della salute 2025 in Italia ed è stato ultimato nel settembre 2025.
Il report contiene significativi apprezzamenti sull’andamento della salute nel nostro Paese ma evidenzia, nel contempo, gravi criticità strutturali. Si legge, infatti, nel preambolo che “l’Italia eccelle nella prevenzione dei decessi evitabili e presenta i tassi di ricovero ospedaliero per malattie croniche più bassi dell’UE. Tuttavia, i risultati in materia di prevenzione sono contrastanti: se da un lato i tassi di vaccinazione contro il morbillo infantile sono elevati, dall’altro permangono lacune nell’immunità degli adulti e nella copertura vaccinale contro il papilloma virus umano (HPV). Inoltre, la partecipazione agli screening oncologici non si è ancora ripresa dalle interruzioni causate dalla pandemia e presenta significative disparità regionali. Le lunghe liste d’attesa rappresentano il principale ostacolo nel sistema sanitario italiano, causando nel 2023 la rinuncia alle cure mediche necessarie da parte di oltre il 7% della popolazione. A ciò si aggiunge la bassa copertura pubblica per le prestazioni ambulatoriali e odontoiatriche, che spesso spinge i pazienti a pagare di tasca propria per accedere più rapidamente ai fornitori privati. Ciò crea una forte disuguaglianza: nel 2024, gli adulti a rischio di povertà erano oltre 2,5 volte più propensi a segnalare bisogni sanitari insoddisfatti rispetto alla popolazione generale”.
Si legge ancora che “l’Italia ha ampliato con successo il proprio percorso formativo in ambito medico, raggiungendo nel 2023 un numero di laureati superiore del 9% alla media UE. Al contrario, il percorso formativo in ambito infermieristico ha subito un forte deterioramento: dal 2020 il numero annuale di laureati è sceso a meno della metà della media UE e il rapporto tra candidati e posti disponibili è sceso quasi alla parità, eliminando di fatto la selezione competitiva”.
Quando alle condizioni di salute della popolazione, il report segnala, tra l’altro, che, “nel 2024, l’aspettativa di vita in Italia è salita al livello record di 84,1 anni, la più alta dell’UE insieme alla Svezia, superando di sei mesi il livello pre-pandemia. Le malattie cardiovascolari e il cancro rappresentano oltre la metà di tutti i decessi, mentre i decessi evitabili sono concentrati nel cancro ai polmoni, nel Covid-19 e nelle cardiopatie ischemiche. Nonostante il rapido invecchiamento della popolazione, gli anziani italiani godono in genere di una salute migliore rispetto alla media dell’UE, anche se permangono alcune sfide, tra cui l’ipertensione non diagnosticata o non trattata e l’aumento dei tassi di fumo. Mentre il fumo tra gli adulti si è stabilizzato appena sotto il 20%, un preoccupante 27 % dei quindicenni dichiara di aver fumato nell’ultimo mese, il terzo tasso più alto nell’UE. Il consumo di alcol è complessivamente modesto, anche se il consumo episodico eccessivo riguarda il 10% degli adulti e un giovane italiano su sei. L’obesità tra gli adulti rimane bassa, ma gli elevati tassi di sovrappeso tra i bambini e la scarsa attività fisica degli adolescenti segnalano una futura pressione al rialzo sui problemi di salute legati al peso”
