Egitto. Maledetta primavera. Una riflessione collettiva

A 15 anni dalla rivoluzione, la macchina repressiva dl al-Sisi soffocail Paese. Nel suo quinto anniversario, nel 2016, fu rapito e ucciso Giulio Regeni, “morto come un egiziano”.
I 18 giorni che travolsero il regime di Hosni Mubarak fu un laboratorio di auto organizzazione collettiva.
Ma non fu solo piazza Tahrir, centralizzare i racconto offusca la partecipazione di un intero paese e delle classi slociali meno visibili.
La controrivoluzione di al-Sisi ha vinto, ma solo in superficie. Ponti, strade, nuove prigioni sono i progetti ubanistici che servono ad arricchire i militari, espellere i poveri e controllare il dissenso.
Ma l’eredità di quel movimento è viva e riemerge, in scioperi coraggiosi e quartieri in lotta

Egitto. Maledetta primavera

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