Vermogno, domenica 25/9 :: “Vite provvisorie” e…comunitarie

Il 25 ci comportiamo come se fosse il 26: continuando la costruzione di una comunità concreta che parte dal forno comunitario e che aggrega, ed è presente su un tema fondamentale quale è la sostenibilità sociale ed economica della filiera agroalimentare.

Quel sistema che nel mondo del capitale ha il perno anche nella grande distribuzione organizzata, quella dei supermercati per intenderci, e che produce sfruttamento, schiavitù esclusione e finanche morte.


Marco Buttino, professore di storia dell’Università di Torino, dipartimento di culture politica e società e
Federico Tisa, fotoreporter e giornalista investigativo
presenteranno il loro libro “vite provvisorie”

Gli ortaggi e la frutta che a pranzo e a cena giungono sulle nostre tavole, provenienti dalla GDO e dai mercati generali, grondano sangue e sfruttamento e solo la conoscenza della filiera permette di non essere complici.

L’agroalimentare è un tumore che flagella vaste aree di italia dove vale solo l’esercizio della violenza anche brutale, e del ricatto. Esistono uomini e donne, che si rotolano nella polvere per strappare un pomodoro a 50 gradi, che vivono in catapecchie luride e senza acqua, senza servizi: ma il tratto che determina la completa sospensione dello stato di diritto è la sopraffazione a cui sono sottoposte quelle giovani vite.

La prima denuncia per riduzione in schiavitù risale al 2005 grazie a tre studenti universitari polacchi che arrivarono in puglia convinti di raccogliere soldi raccogliendo ortaggi per finanziarsi gli studi e si ritrovarono derubati di tutto, picchiati a sangue dopo la prima settimana di lavoro poiché chiesero la paga pattuita, e ridotti in schiavitù dalla quale solo fortunosamente riuscirono a scappare

Federico Tisi, Marco Buttino e Benedetta Schiavone, partendo da un’altra storica sentenza, questa volta nel profondo nord, dal distretto ortofrutticolo di Saluzzo, verranno a raccontarci di “vite provvisorie”, quelle di giovani vite ricattate perché invisibili, funzionali a politiche che sulla esclusione producono fortune: nel libro l’attenzione è rivolta alla capacità di iniziativa dei migranti; si mette in luce il loro agire volto a negoziare condizioni di vita meno sfavorevoli, a creare forme di comunità, a costruire reti transnazionali di relazioni e solidarietà, e a mantenere i legami con le famiglie lontane.

A Vermogno domenica 25 affronteremo un tema fondamentale e necessario: e poi tutti insieme gusteremo le pizze buone e giuste del nostro forno comunitario con prodotti da filiera controllata.

Insomma, continuiamo a resistere.

Spargete la voce e partecipate numerosissimi

Per informazioni: 3358757013 Sonia

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