Il lavoro fa male: di lavoro si muore.

I recenti gravi infortuni sul lavoro nel biellese ci costringono a riaprire un confronto che finora ha dato pochi risultati. A noi sembra urgente l’incremento degli ispettori per la sicurezza sui luoghi di lavoro per aumentare i controlli sulle imprese medie e piccole, inoltre avviare subito un processo di riduzione dell’orario di lavoro, a parità di salario, a 30 ore settimanali, è possibile e sostenibile, molti studi lo confermano.

Nel 2021 gli infortuni sul lavoro denunciati sono stati poco più di 564 mila, dell’1,4% in calo rispetto all’anno precedente. Le denunce di “infortunio mortale” sono state 1.361 con un decremento del 19,2% rispetto al 2020.
Queste diminuzioni sono dovuto esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da Covid-19.
Le denunce di infortunio “tradizionale”, al netto dei casi di Covid-19, nel 2021 hanno registrato un aumento di circa il 20% rispetto al 2020. Gli infortuni riconosciuti sono stati 349.643, il 17,5% dei quali avvenuti “fuori dall’azienda”, cioè “in occasione di lavoro con mezzo di trasporto” o “in itinere”, nel tragitto tra casa e lavoro, e viceversa.
Le denunce di infortuni mortali sono aumentate di quasi il 10% rispetto al 2020, sia “in occasione di lavoro” che “in itinere”. Gli infortuni mortali sul lavoro accertati sono 685, di cui 298, pari al 43%, avvenuti fuori dall’azienda.(57 casi sono ancora in istruttoria).
I lavoratori morti per malattie professionali nel 2021 sono stati 820, il 23% in meno rispetto al 2020, di cui 154 da malattie provocate dall’amianto.

Questi i dati dell’INAIL, che ha inoltre evidenziato la difficoltà di fondo nella raccolta delle informazioni a proposito degli infortuni e dei decessi. E’ probabile che il numero degli infortuni sia più alto di quello accertato, forse anche quello dei decessi!

Intanto si continua a morire, soprattutto nei cantieri.
Le denunce di infortunio sul lavoro tra gennaio e maggio 2022 sono state 323.806, con un aumento del 47,7% rispetto allo stesso periodo del 2021. I numeri sono stati pubblicati dall’Inail sul suo sito nella sezione “Open data”. L’Istituto ha precisato che i casi mortali sono stati 364, in questo caso in calo del 16,1% rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno (sempre per la diminuzione delle morti correlate al Covid-19). Al contrario aumentano le malattie di origine professionale: 25.593 (+7,0%).

Si deve agire subito: più sicurezza, più controlli, meno ore di lavoro.

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