“insorgiamo”:: aggiornamenti dal Collettivo di fabbrica ex Gkn e dai movimenti

Care e cari,
scusatemi in anticipo se questa email potrà apparire un po’ densa, ma diverse sono le cose che stanno succedendo e credo sia importante e necessario mettervene a conoscenza.

Si sono infatti aperti due processi molto importanti e credo degni di nota, e che parlano della continuità del percorso di Insorgiamo e del Collettivo di fabbrica ex Gkn dopo la convergenza del 25 e la grande manifestazione di Firenze del 26 marzo, ma anche di un nuovo fronte di conflitto a Pisa, più precisamente a Coltano, per bloccare la costruzione di una nuova base militare prevista, almeno per ora, nell’area protetta di San Rossore.

Intanto, un abbraccio, e ora cerco di andare per ordine
Alberto

Percorso ex Gkn – Insorgiamo
La giornata fiorentina del 26 marzo è stato un chiaro e deciso salto in avanti nella capacità di mobilitazione e di costruzione di convergenza del movimento. La collaborazione con i Fridays for Future è ormai diventata una saldatura non solo tra due percorsi, ma anche tra due questioni non più rimandabili: la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori da una parte e una giusta transizione ecologica e un’efficace lotta al cambiamento climatico dall’altra (a cui si sono aggiunte, purtroppo, la tragedia della guerra e le difficoltà del carovita). Questa consapevolezza vogliamo prenda corpo in un prossimo appuntamento il 15 maggio a Campi Bisenzio, poco distante dalla Gkn, per un’assemblea nazionale che sappia raccogliere il testimone di quel fine settimana di marzo rilanciandolo in avanti, verso un autunno in cui, immaginiamo, sarà necessario “tenersi liberi” ancora una volta.
In allegato trovate il comunicato sull’organizzazione del 15 maggio. E’ importante lo leggiate, lo condividiate nelle vostre organizzazioni e tra le vostre reti, così che se ne possa parlare assieme la prossima assemblea della Società della Cura (il 9 maggio) prevista proprio in vicinanza dell’appuntamento campigiano.
Per partecipare all’assemblea nazionale del 15 maggio (ma anche per intervenire) sarà necessario prenotarsi, per questo vi chiediamo di compilare questo form (https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdK02K9XGaNGzbMfCm1dCK-VxV1iRbk9ZfEPIltqn2XPlAH5A/viewform?usp=sf_link) così da poter avere il polso della situazione e poter organizzare tutto al meglio.

Sulla questione vertenza, giusto per aggiornarvi brevemente, ieri c’è stato l’incontro della proprietà (e quindi di Francesco Borgomeo) prima con gli impiegati, alla mattina, e poi con gli operai, al pomeriggio in fabbrica. Sarebbe dovuto essere un momento di chiarimento e trasparenza, prima del tavolo MISE di oggi pomeriggio (mercoledì 20 aprile, per chi legge) che avrebbe dovuto fare chiarezza su nomi e cognomi degli investitori, su un piano industriale serio e sull’avvio della cassa di transizione. Com’è andata? Lascio parlare il comunicato stampa che abbiamo inviato oggi e che vi copioincollo in fondo a questa email (dopo il resoconto sulla questione base militare), così che possiate rendervi conto a che livello siamo.

Mobilitazione a Pisa/Coltano sulla base militare
L’assemblea di ieri è andata molto bene, oltre 250 persone hanno partecipato al primo appuntamento di una mobilitazione che si presume possa crescere molto nelle prossime settimane. Il progetto, scoperto grazie all’indagine da parte del gruppo consiliare de Una Città in Comune/PRC di Pisa (e il gran lavoro del consigliere Ciccio Auletta), mostra come il Governo Draghi userà i fondi del PNRR per costruire a Coltano una cittadella militare che coprirà 730mila metri quadri di area protetta all’interno del parco regionale di San Rossore, con ben 440mila metri cubi di nuovi edifici. L’assemblea di ieri ha confermato la netta opposizione al progetto e alla base militare, che non dovrà essere costruita nè in zona protetta, né a fianco della zona industriale (visto che il PD pare stia vaneggiando di spostarla nella zona di Ospedaletto, sempre vicino a Pisa), né altrove e ha già elencato una serie di appuntamenti in vista di una grande mobilitazione nazionale a Pisa per il 2 giugno. Si inizierà il 26 aprile prossimo, con la richiesta di un Consiglio comunale aperto alla cittadinanza pisana, si arriverà al 4 maggio, con un presidio sotto alla Regione Toscana a Firenze, nel momento in cui Regione, Ministero e Arma dei Carabinieri avranno un incontro al vertice proprio sul destino del progetto di insediamento militare, per poter così rilanciare sul 2 giugno, che dovrà e potrà essere un nuovo appuntamento nazionale di convergenza, capace di tenere insieme pace e guerra, transizione ecologica, tutela dell’ambiente e delle produzioni locali.
Alcuni tra i referenti del percorso pisano potranno partecipare sia all’assemblea della Società della Cura del 9 maggio, sia a quella di Insorgiamo il 15 maggio perchè uno degli aspetti su cui si è trovato il massimo accordo è stato quello di collegare la mobilitazione pisana con Insorgiamo e con il percorso della Società della Cura, così come con altre realtà, nella prospettiva della convergenza ampia e di un impegno “per questo, per altro e per tutto”.

Comunicato stampa ex Gkn
Vertenza ex GKN: concluso il tavolo presso il Ministero dello sviluppo economico. Deluse le aspettative. L’RSU ex Gkn “basta show mediatici, ora un piano serio di reindustrializzazione. Le istituzioni escano dall’immobilismo”

[Campi Bisenzio – 20 aprile 2022]

Si è concluso il tavolo istituzionale presso il Ministero dello sviluppo economico su cui grande era l’attesa di maggiori specifiche sul piano di reindustrializzazione, sui nomi degli investitori e sull’avvio della cassa integrazione per transizione. Un’aspettativa nata sia dal cronoprogramma presentato agli ultimi incontri al Ministero per lo Sviluppo Economico, dalle diverse comunicazioni a mezzo stampa da parte della proprietà aziendale  e soprattutto dal comune accordo con cui tutte le parti sociali si erano lasciate il 31 marzo al termine del comitato di proposta e di verifica. Oggi quell’impegno è stato disatteso, ancora una volta.

“Dal 24 di marzo ad oggi l’azienda non ha presentato un piano industriale, che ne dica, ma solo una bozza di progetto industriale e di prodotto” sottolinea Dario Salvetti, delegato RSU ex Gkn. “Da allora abbiamo insistentemente chiesto, in tutte le sedi appropriate, i dovuti approfondimenti su tale bozza di progetto, ma la risposta da parte dell’azienda è stata uno show mediatico da cui noi abbiamo cercato il più possibile di sottrarci, attenendoci al principio di riservatezza, cercando in tutti i modi di sviluppare una discussione seria e professionale di natura industriale nelle sedi opportune.”
“Il 18 marzo sebbene fossimo stati convocati di urgenza per attivare la cassa di transizione, ci trovammo di fronte alla proroga unilaterale della cassa ordinaria perchè ci fu comunicato che la cassa di transizione non era pronta” continua Salvetti. “Per attivare la cassa di transizione, ci spiegarono, ci vuole un piano industriale dettagliato. Ebbene, oggi è successo ancora. Né il Ministero né l’azienda sono stati in grado di garantire tale piano. Senza i nomi degli investitori e gli approfondimenti da noi richiesti, il piano industriale non è verificabile o indagabile. Le nostre richieste sono strettamente pertinenti ai temi contenuti nella bozza di progetto industriale. Se l’azienda si fosse dedicata meno agli uffici stampa e più alla discussione industriale, oggi tutti noi avremmo più fiducia nel futuro della fabbrica di Firenze”.

Un susseguirsi di rinvii e di poca chiarezza che, sottolinea l’RSU “ricade interamente sulle istituzioni. Perchè non solo hanno acconsentito a questo gioco di rinvii, ma non sono state né in grado di ribattere quando sono state indicate dall’azienda come le responsabili degli attuali ritardi né si sono espresse sulla necessità o meno di approfondimenti del piano industriale”.
“Dal 24 dicembre” conclude Salvetti, “le istituzioni si sono evidentemente considerate autoassolte come se la questione delle delocalizzazioni e di un piano serio di reindustrializzazione non le riguardasse. Come lavoratori ex Gkn siamo “soli” assieme alle 30mila persone che a Firenze hanno sfilato il 26 marzo scorso.

Oggi regna una gran confusione, che rende la vicenda Gkn praticamente incomprensibile al territorio che fatica a farsene una idea. Noi siamo pronti ad aprire i cancelli della fabbrica e a dettagliare ogni questione alla stampa. Se non lo facciamo è perché vogliamo mantenere la discussione su un piano professionale e industriale. Come una classe dirigente dovrebbe fare.
L’immobilismo, unito però allo show mediatico fatto sulla pelle di lavoratori cassintegrati,  ci convincono sempre di più della necessità di insorgere e mobilitarci. Ci reindustrializzeranno non perché ‘facciamo a fidarci’, ma perché il territorio e la lotta staranno a guardia di questo risultato. Fuori dalla mobilitazione non c’è salvezza”.

Per contatti stampa:
Alberto Zoratti – 3496766540
Benedetta Rizzo – 3493331724

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