Sputi di decoro :: E’ Bologna la capitale del “controllo sociale digitale”

Riceviamo dai movimenti diffusi questa segnalazione…

È Bologna la capitale dell’ubbidienza nel nostro ubbidiente paese. Non è dunque casuale che proprio dal capoluogo emiliano parta una “sperimentazione” che minaccia di estendersi presto ad altri comuni “virtuosi”. Nella città già rossa lo hanno chiamato “smart citizen wallet” (“portafogli del cittadino sveglio”) e rappresenta un piccolo antipasto del Mondo Nuovo che verrà, un’introduzione al credito sociale, uno dei tanti segnali di strisciante cinesizzazione dell’Italia. Lanciando l’ambizioso “Piano per l’innovazione” del comune felsineo, il sindaco Matteo Lepore, il “Capitan Futuro” del PD con gli occhi azzurri e la mascherina rosa, e l’assessore Massimo Bugani, ras bolognese del Movimento 5 Stelle che in seno alla giunta si occupa, fra le altre cose, di “agenda digitale e uso civico dei dati”, hanno pure presentato la nuova app che punta, chiaramente, a “migliorare la vita dei cittadini”.

Scaricando, a partire dal prossimo settembre, questa nuova chicca digitale, si avrà accesso ad una mappa antitraffico per schivare i cantieri del tram e di altre porcate e, soprattutto, si parteciperà a quello che l’ineffabile Resto del Carlino definisce “un gioco a premi”. Il gioco prevede il monitoraggio della propria vita da parte del comune: svolgendo correttamente la raccolta differenziata, utilizzando i mezzi pubblici ed evitando le multe (questa sì un’impresa nell’urbe chiamata pure “Multopoli”) si acquisiranno punti che poi si trasformeranno in ricchi premi e cotillon, come sconti del 5% per assistere a qualche atto di propaganda teatrale e promesse di alleggerimento delle pesanti tariffe dei servizi comunali. Lo stesso Bugani, forse per sintonizzarsi meglio con gli ineffabili lettori dell’ineffabile Carlino, paragona il “wallet” alla “raccolta punti del supermercato”.

Tutto questo attesta sul piano politico “l’intesa giallo-rossa” sulle cose che contano. Prima di essere promosso ad assessore nella sua città, Bugani aveva già gettato le basi di un progetto analogo a Roma, lavorando come consulente della giunta Raggi. Egli è uno dei pochi esseri senzienti del suo “movimento”: ora si capisce ancor più nitidamente cosa li hanno mandati a fare.

Sempre lungo la via Emilia, inoltre, a Fidenza,  e stavolta in una giunta solo “rossa” (sic!), era stato poche settimane prima dello spunto bolognese messo a punto un sistema di credito sociale digitale legato alla fruizione delle case popolari: una volta esauriti i crediti nel “wallet” fidentino si perde il diritto al tetto, in uno schema quindi “punitivo” più che “premiante”. 

In altri tempi, neanche troppo remoti, ci sarebbero state manifestazioni, scioperi a oltranza, indignazioni delle opposizioni. Oggi, nella città mascherata, igienizzata e mortificata, si ubbidisce e basta, persino con un certo senile entusiasmo. Il Resto del Carlino, voce delle anime morte bolognesi, descrive il futuro senza giri di parole: “Prima di uscire di casa, sarà la tecnologia a dirvi dove e come muovervi”. Dopo millenni di dibattiti religiosi e filosofici all’ultimo sangue, il libero arbitrio finisce così, in una raccolta punti. Bologna è la capitale del Piccolo Mondo Nuovo all’italiana.

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