Il potere alle armi

Mentre infuria la guerra in Ucraina e qui la parte migliore della società chiede a gran voce che le armi cessino di uccidere e distruggere, ieri mattina la Camera dei deputati ha approvato a larghissima maggioranza (391 voti favorevoli su 421 presenti, 19 voti contrari) un Ordine del giorno collegato al “Decreto Ucraina” proposto dalla Lega Nord e sottoscritto da deputati di Pd, Fi, Iv, M5S e FdI che impegna il Governo ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2% del Prodotto Interno Lordo.

Dalle cifre fornite dal Ministro della Difesa Guerini, ciò significherebbe passare dagli attuali 25 miliardi l’anno (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi l’anno (104 milioni al giorno). Soldi tolti alla Sanità, all’Istruzione, alla Ricerca, alla Cultura, ecc.

Mentre noi chiediamo che l’Italia firmi il trattato di non proliferazione delle armi nucleari e la riduzione generalizzata delle spese militari, tutti i partiti in Parlamento ignorano le richieste che vengono da più parti nella società, lavorano contro la Pace, ignorano le reali necessità del paese e propongono l’aumento delle spese militari a danno degli interessi sociali del paese e a tutto vantaggio dell’industria delle armi.

Questo atteggiamento conferma la mancanza di volontà della politica nazionale ed europea di fermare il conflitto. Questo conflitto poteva essere evitato se l’Europa si fosse impegnata in prima persona, libera dai vincoli Usa, per una mediazione politica e diplomatica di largo respiro. Ma le pressioni dell’industria bellica mondiale e la scelta politica dei singoli Stati di puntare su una ripresa economica affidata alla forza trainante dell’industria delle armi, tradizionale motore dell’economia industriale, hanno favorito la guerra e impedito la pace!

La solidarietà e la vicinanza al popolo ucraino (esercizio ipocrita!) non cancellano le responsabilità politiche del governo russo, del governo Usa, dei governi europei e italiano, delle istituzioni europee che hanno scelto il rilancio dell’industria militare.

Le guerre non sono inutili, sono sempre un affare, servono a incrementare i profitti delle industrie coinvolte (non solo quella bellica) e a rafforzare il potere dei governi dei paesi che ospitano quelle industrie.

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