Anche nel biellese ci sono profughi di serie A e di serie B?

Cosa sta succedendo?

Arrivano i nuovi profughi dall’Ucraina in fuga dalla guerra scatenata dalla Russia, ma chi ne fa le spese sono i profughi che risiedono già sul territorio.

In questi giorni uomini, ragazzi che risiedono nel territorio da tempo, che hanno creato relazioni sociali, intessuto reti e hanno un lavoro, perderanno tutto!

Si parla tanto di integrazione e le norme la citano, poi quando questa si raggiunge viene annullata, da chi? dalle Istituzioni che tanto la “predicano”.

La Prefettura, su ordine, forse, del nostro Governo, ha deciso che questi esseri umani non sono profughi importanti come quelli in arrivo e possono perdere ciò che hanno. Le stesse istituzioni che dovrebbero tutelarle distruggono un’altra volta le loro vite.

Evidentemente le loro sofferenze non vengono dalla parte giusta del pianeta, le loro guerre, il loro vissuto non è importante perché loro sono i “rifugiati di serie B”, non sono europei!

Per loro non ci sarà scampo dovranno andare e se protesteranno ne pagheranno le conseguenze, le loro voci non verranno ascoltate, loro devono obbedire .

La Prefettura e il Governo chiedono subito posti liberi, incuranti di chi risiede già in quelle strutture. Chiedono alle diverse Associazioni di volontariato di accogliere i nuovi profughi e di sistemare ovunque quelli africani e mediorientali rimasti senza abitazione sul territorio. Si sa, non è bello vedere persone che dormono per strada, ne andrebbe del decoro cittadino.

E intanto si susseguono le revoche dell’accoglienza e i repentini passaggi alle strutture del Sistema Accoglienza Integrazione (SAI) che non hanno posti, …e le persone vengono spostate come pacchi senza alcuna remora o attenzione alle loro esigenze.

Cosa sta succedendo?

Arci Solidarietà Thoma Sankara

1 commento

  1. Ora non si comprende o forse si comprende benissimo questa gara di solidarietà:
    Accogliere gli ucraini è un dovere, come un dovere è accogliere tutti coloro che fuggono da guerre, povertà e carestie.
    Ma che la solidarietà escluda siriani, irakeni o africani o li tratti come materiale di risulta è allucinante.
    Questa accoglienza ha un nome, lo stesso che dichiara a gran voce il sindaco di Biella, quando parla di profughi veri, lo stesso che applica la prefetta che sposta migranti integrati e che lavorano, come fossero sacchi di sabbia, come materiale inerte, nascosto dietro a migliori possibilità logistiche per le famiglie ucraine.
    Si chiama RAZZISMO.
    E che lo applichino i partiti nazionalisti e xenofobi è una tragedia.
    Che lo applichino le emanazioni dello stato sul territorio la dice molto lunga sulla perdita dei valori fondanti della nostra costituzione.
    La malattia è il nazionalismo: lo abbiamo visto nei Balcani, e il nazionalismo va a braccetto con il razzismo.
    Sonia Modenese

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