EscNonSiTocca :: l’appello per fermare lo sgombero del centro sociale

Siamo docenti e ricercatrici/ricercatori universitari, artiste/i e insegnanti di scuola, attiviste/i politiche/i a vario titolo, sindacaliste/i e giuriste/i, scienziate/i e medici, giornaliste/i ed editrici/editori, psicologhe/psicologi e operatrici/operatori sociali, urbaniste/i, mediatrici/mediatori culturali ed educatrici/educatori…

Abbiamo appreso con sgomento e indignazione che l’atelier autogestito Esc continua a essere sotto attacco, con il Comune di Roma che pretende quasi 300 mila euro, ovvero gli affitti di un decennio (2009-2019) calcolati secondo il canone di mercato, e non secondo quello abbattuto dell’80% previsto dalle norme e da Esc con continuità pagato. In tante e tanti, prendemmo parola già nel gennaio del 2016, quando la questione, per Esc e per centinaia di centri sociali e associazioni culturali di Roma, esplose nella sua drammaticità; con amarezza constatiamo che nulla o quasi ha fatto la Giunta comunale, da allora, per risolvere il problema.

Esc festeggerà a breve il suo diciassettesimo compleanno. Lo farà dopo la fase più drammatica della pandemia, durante la quale ha contribuito a organizzare la distribuzione di beni di prima necessità alle tante persone in grave difficoltà economica del quartiere. Ma soprattutto lo farà ricordando al mondo i numerosi progetti che a Esc hanno preso forma, le tante attività che in via dei Volsci 159, quotidianamente, si svolgono: gli sportelli legali di difesa del lavoro precario e senza tutele, delle/dei migranti, contro le molestie e le discriminazioni di genere, organizzati dalle Camere del Lavoro Autonomo e Precario e da InfoMigrante; le riunioni di redazione e la scuola di formazione animate dal progetto editoriale DINAMOpress; i seminari, le conferenze internazionali e le presentazioni di libri, sin dal 2005 messi in campo dalla Libera Università Metropolitana; il festival dell’editoria e dei vignaioli indipendenti, L/ivre; le attività e i laboratori interculturali un mondo di…! con i bambini e i genitori di San Lorenzo; lo spazio condiviso di studio e lavoro ESCamotage avviato durante l’emergenza sanitaria; il gruppo di acquisto solidale di San Lorenzo Gasper

Esc è da sempre un soggetto attivo nei movimenti sociali; uno spazio aperto alle assemblee studentesche, del movimento transfemminista ed ecologista, alle reti territoriali e per il diritto alla città.

Prendiamo parte o abbiamo preso parte, in modi vari, a tutto ciò. È per questo, e non solo, che riteniamo inaccettabili ordinanze e sentenze che colpiscono Esc come fosse un’attività commerciale. Esc è stato ed è un’istituzione sociale e culturale imprescindibile per la città di Roma, per il Paese. Lo è, a maggior ragione, vista la congiuntura cupa nella quale siamo immersi e che stiamo affrontando, con la crisi economica globale aggravata da quella sanitaria: solidarietà e mutualismo, cultura e socialità non mercificate, sono risorse fondamentali per battere solitudine, impoverimento, rassegnazione. 

Come positivamente accaduto negli ultimi mesi con la Casa Internazionale delle Donne, il Lab Puzzle e la Casa delle Donne “Lucha y Siesta”, chiediamo al Comune di Roma, alla Regione Lazio e al Municipio II, di mettere in campo tutti gli strumenti necessari per risolvere una volta per tutte il problema, del passato indubbiamente, ma anche del presente e del futuro. Di più: ci rivolgiamo al nuovo Sindaco Roberto Gualtieri, sollecitandolo a intervenire tempestivamente affinché Esc possa continuare a vivere, con Esc le tante attività di cui è promotore.

Ora basta, Esc non si tocca!

SOTTOSCRIVI ANCHE TU L’APPELLO

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