Sputi di decoro :: Torino. Videosorveglianza diffusa

Il sottotitolo del progetto è: “NUOVO IMPIANTO INTEGRATO PER LA VIDEOSORVEGLIANZA DIFFUSA per la Sicurezza Urbana, la Sicurezza Integrata e la Governance della Mobilità”.

Nell’aprile 2020 i vertici della città annunciano come imminente il progetto Argo, un programma di videosorveglianza urbana con telecamere diffuse e coordinate dall’intelligenza artificiale. Sin d’ora è difficile discernere fra propaganda e concretezza tecnologica.
https://www.chiaraappendino.it/progetto_argo_sicurezza_videosorveglianza_torino/

Il progetto prevede una spesa di ottocentomila euro da parte della Città di Torino e s’attende un contributo di settecentomila euro dal Ministero degli Interni. Al progetto collaborano la Città, la Polizia municipale e la società 5T srl.

Nel settembre 2020 è pubblicato il progetto definitivo: https://assets.documentcloud.org/documents/20419372/1_dd-3787-2020-all_1-all1argoprogettodefinitivo-per-seconda-istanza.pdf

S’intravede l’ambizione di coniugare la sorveglianza del traffico con la sorveglianza dei comportamenti devianti.
Potremmo ragionare in due direzioni critiche: l’ideologia di cui sono intrisi linguaggio e propositi del progetto; la materiale funzionalità tecnologica del progetto.

Il 26 maggio 2021 la Circoscrizione VII annuncia su Facebook: “Posate le prime telecamere del progetto Argo. Sono state installate le prime telecamere di videosorveglianza del Progetto Argo previste dall’Accordo per la Sicurezza integrata e lo Sviluppo della Città di Torino. Il progetto, che prevede la collocazione iniziale di diverse telecamere tra la Circoscrizione 7 e la Circoscrizione 6, vanta un profilo di altissima tecnologia tra intelligenza artificiale, clouding e big data, che permetterà un migliore intervento delle Forze dell’Ordine”.

Abbiamo rilevato la presenza di telecamere sul Ponte Mosca, all’angolo con Lungo Dora Firenze, in piazza Montanaro, in Corso Novara. Molte altre sono sparse tra Aurora e Barriera. Secondo il progetto, la linea della videosorveglianza non dovrebbe seguire il fiume ma la direttrice di corso Giulio, e in particolare le aree dei giardini Maria Teresa e Montanaro. Possiamo raccogliere ogni segnalazione per una mappa integrata e collettiva delle telecamere nel quartiere.

A fine maggio il garante della privacy ha aperto una istruttoria preliminare su Argo che potrebbe portare a una sanzione o allo spegnimento delle telecamere. Questa istruttoria ha almeno il merito di aver chiarito che le telecamere non sono accese, che il progetto non è partito, che nemmeno gli algoritmi dell’intelligenza artificiale sono stati definiti.

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