Gli algoritmi dell’egemonia, …di Bernard Stiegler

La città di sotto,letture&ascolti&visioni 26 Agosto 2016 | 0 Comments

kath haring 2Trascriviamo, senza commenti, la parte finale dell’intervista apparsa su il manifesto il 12 luglio 2016. La condividiamo interamente e quindi altre parole sarebbero superflue…

Gli algoritmi dell’egemonia   … di Bernard Stiegler

La matematica computazionale applicata usa la probabilità e potrebbe distruggere la statistica.

La statistica entra in funzione in Francia e Germania a servizio della scienza dello Stato per sviluppare quello che Foucault ha chiamato biopotere o biopolitica.  Oggi è sconvolta dalla scienza dei dati che funziona su modelli di probabilità che la esautorano. La statistica era basata su categorie di pensiero che la preesistevano – in quanto categorie legali dello Stato – dibattute da un diritto positivo considerato borghese da Marx. Criticato, combattuto ma, almeno era un diritto.

La “governamentalità” algoritmica della Data scienza non passa per un dibattito pubblico perché è prodotta da correlazioni che sono il frutto esclusivo degli algoritmi. Gli algoritmi hanno il potere di costruire correlazioni, intervengono a trasformare profondamente il modo di vivere attraverso correlazioni predittive. Ci attirano verso la medietà, il comportamento medio, che ci rende anonimi e noiosi. Ma gli esseri umani sono interessanti solo se imprevedibili, variabili, cioè “neg-entropici”, in grado di utilizzare una entropia negativa, capaci di produrre una novità completamente imprevista.

…Ritengo sia necessario sviluppare un diritto capace di contenere la governamentalità algoritmica.   Quando una nuova tecnica appare crea fatti fuori dalle leggi. La tecnologia va molto più veloce della società e funziona senza regole. E’ il Far West tecnologico. L’estremismo ultralibertario che conduce la destra estrema. La legge del più forte.

Siamo in una specie di capitalismo delle folle (crowd capitalism), un capitalismo senza limiti, la cui realtà è Donald Tramp.

 Da una intervista apparsa su il manifesto, 12/7/2016

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