I dati e le analisi del 9° Rapporto Gimbe evidenziano che il SSN continua a garantire risultati di salute buoni, ma che la sua capacità di assicurare cure tempestive ed eque si indebolisce progressivamente. Il sottofinanziamento strutturale, le carenze di personale sanitario, le diseguaglianze territoriali e socio-economiche rendono l’accesso alle cure sempre più dipendente dal luogo di residenza e dalla capacità di spesa. Sullo sfondo c’è il ricorso, in aumento, al sistema privato
**********************************************
I dati e le analisi del nono Rapporto Gimbe sul Servizio Sanitario Nazionale convergono su un punto fondamentale: il SSN continua a garantire risultati di salute complessivamente buoni, ma la sua capacità di assicurare cure tempestive ed eque si indebolisce progressivamente. Il sottofinanziamento strutturale, le carenze di personale sanitario, le diseguaglianze territoriali e socioeconomiche rendono l’accesso alle cure sempre più dipendente dal luogo di residenza e dalla capacità di spesa individuale. Il Piano di Rilancio del SSN elaborato dalla Fondazione Gimbe indica le priorità per invertire questa traiettoria. Il rapporto si divide in dieci capitoli.
Il 1° fotografa lo “stato di salute” del SSN, a partire dalle diverse “patologie” già diagnosticate nel 2019: definanziamento pubblico, “paniere” dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) troppo ampio, sprechi e inefficienze, espansione incontrollata del secondo pilastro. A queste si aggiungono i “fattori ambientali” che aggravano il “quadro clinico” del SSN: la collaborazione Stato-Regioni, cui è affidata la tutela della salute, non è sempre leale e le aspettative di cittadini e pazienti nei confronti di una medicina mitica e di una sanità infallibile sono sempre più elevate.
Il 2° capitolo, dedicato al finanziamento pubblico, analizza l’andamento del Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) attraverso tre diverse “unità di misura”: valore nominale, incidenza sul PIL e valore a prezzi costanti.
Il capitolo 3 esamina il riparto del FSN, alla luce della revisione dei criteri introdotta dal 2023 per tenere maggiormente conto, oltre che dell’età della popolazione, anche della mortalità prematura e delle determinanti socioeconomiche.
Il 4° capitolo analizza la spesa sanitaria che, secondo i dati ISTAT, nel 2025 ammonta complessivamente a € 190.117 milioni, così ripartiti: € 140.789 milioni di spesa pubblica (74,1%) e € 49.328 milioni di spesa privata (25,9%), di cui € 42.357 milioni di spesa out of pocket (22,3%) e € 6.971 milioni di spesa intermediata (3,7%). Considerando la sola spesa privata, l’85,9% è sostenuto direttamente dalle famiglie e il 14,1% è intermediato da fondi sanitari, assicurazioni, istituzioni non-profit e imprese.
Il capitolo 5 è dedicato ai Livelli Essenziali di Assistenza e alle diseguaglianze regionali. Viene anzitutto analizzata la procedura di aggiornamento dei LEA, che ha subito inaccettabili ritardi: il primo processo organico di aggiornamento si è infatti concluso quasi dieci anni dopo il DPCM 12 gennaio 2017.
Il 6° capitolo delinea il perimetro e le macrocategorie di sprechi e inefficienze: sovra-utilizzo di interventi a basso valore, sottoutilizzo di quelli ad alto valore, inadeguato coordinamento dell’assistenza, acquisti a costi eccessivi, inefficienze amministrative, frodi e abusi. Il Rapporto ne documenta la presenza trasversale nei diversi contesti assistenziali e le evidenze più recenti confermano che il disinvestimento da pratiche a basso valore non produce automaticamente risparmi monetizzabili.
Il 7° capitolo è dedicato al personale sanitario, di cui evidenzia caratteristiche e difformità, anche confrontando i dati relativi a medici e infermieri. Vengono quindi esaminati i benchmark internazionali, la consistenza e la distribuzione regionale del personale dipendente del SSN, i medici specialisti, la medicina convenzionata e la spesa per il personale. Il capitolo 8 analizza la Missione Salute del PNRR, ricostruendone struttura, obiettivi, rimodulazioni e stato di avanzamento.
Il capitolo 9 analizza l’ecosistema dei soggetti privati che operano in sanità (erogatori, che forniscono servizi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie; investitori, che immettono capitali nel settore; terzi paganti, che finanziano o rimborsano le prestazioni; contraenti privati nell’ambito di partenariati pubblico-privato) chiarendo che esso include attori molto diversi per funzione, rapporto economico con il SSN e natura giuridica.
Infine il capitolo 10 presenta il Piano di Rilancio del SSN aggiornato dalla Fondazione GIMBE.
Fondazione Gimbe, 30 ottobre 2026
