Questo saggio interpreta l’inverno demografico non come un mero dato statistico, ma come uno “sciopero riproduttivo” contro l’estrattivismo del capitalismo neoliberista. Oggi fare figli è diventato un lusso e un rischio economico, non una scelta libera. Le giovani generazioni sono schiacciate da solitudine, ansia e ritmi di vita che rubano ogni spazio agli affetti. Non fare figli non è egoismo, ma una difesa spontanea contro un mondo che isola le persone e privatizza i costi della vita. Per guarire questa frattura dobbiamo rimettere l’amore, l’aiuto reciproco e la vicinanza al centro della società. Dobbiamo trasformare i piccoli paesi e i quartieri in “monasteri laici”: isole di pace dove il tempo viene liberato, la cura non si compra e il diritto al raffrescamento e alla salute ecologica diventa un bene comune garantito contro l’emergenza climatica. Attraverso il “Modello Enea”, gli anziani escono dall’isolamento per diventare il cuore pulsante del vicinato. Essi offrono affetto e stabilità, aiutando i giovani genitori e proteggendo i bambini. In queste comunità, la nascita di un figlio torna a essere una gioia collettiva e un bene protetto da tutti. Riduciamo il lavoro a 30 ore e garantiamo il diritto alla casa per dare ossigeno alle relazioni e difendere i corpi dallo stress digitale. Uniamo le forze tra nuove generazioni, anziani e lavoratori migranti in un’accoglienza diffusa e senza barriere. Solo riprendendoci il tempo della cura potremo guarire la solitudine e tornare a mettere al mondo il futuro
Mettere al mondo il mondo che vogliamo …di Alessandro Scassellati
