Mettere al mondo il mondo che vogliamo …di Alessandro Scassellati

Questo saggio interpreta l’inverno demografico non come un mero dato statistico, ma come uno “sciopero riproduttivo” contro l’estrattivismo del capitalismo neoliberista. Oggi fare figli è diventato un lusso e un rischio economico, non una scelta libera. Le giovani generazioni sono schiacciate da solitudine, ansia e ritmi di vita che rubano ogni spazio agli affetti. Non fare figli non è egoismo, ma una difesa spontanea contro un mondo che isola le persone e privatizza i costi della vita. Per guarire questa frattura dobbiamo rimettere l’amore, l’aiuto reciproco e la vicinanza al centro della società. Dobbiamo trasformare i piccoli paesi e i quartieri in “monasteri laici”: isole di pace dove il tempo viene liberato, la cura non si compra e il diritto al raffrescamento e alla salute ecologica diventa un bene comune garantito contro l’emergenza climatica. Attraverso il “Modello Enea”, gli anziani escono dall’isolamento per diventare il cuore pulsante del vicinato. Essi offrono affetto e stabilità, aiutando i giovani genitori e proteggendo i bambini. In queste comunità, la nascita di un figlio torna a essere una gioia collettiva e un bene protetto da tutti. Riduciamo il lavoro a 30 ore e garantiamo il diritto alla casa per dare ossigeno alle relazioni e difendere i corpi dallo stress digitale. Uniamo le forze tra nuove generazioni, anziani e lavoratori migranti in un’accoglienza diffusa e senza barriere. Solo riprendendoci il tempo della cura potremo guarire la solitudine e tornare a mettere al mondo il futuro

Mettere al mondo il mondo che vogliamo

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