Carceri/Santa Maria Capua Vetere. Chiesti quasi 100 anni di carcere per i vertici di amministrazione e polizia penitenziaria. Antigone: “un passo importante verso la richiesta di giustizia”
Pene dai 7 ai 21 anni sono quelle chieste dal Pubblico Ministero del processo per i fatti avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere nell’aprile del 2020. Nella requisitoria, ancora in corso (sono 106 gli imputati), il PM ha ricostruito responsabilità e catena di comando dietro a quanto avvenuto nell’istituto campano. Si parla di episodi di violenza e tortura contro le persone detenute, nonché la morte di Lamine Hakimi, collegata a quelle violenze.
Nel dettaglio, con reati contestati a vario titolo, sono stati chiesti 21 anni e 4 mesi per il comandante del gruppo di supporto agli interventi, 14 anni per il comandante del carcere, 7 e i 9 anni per i due medici che hanno prodotto falsi referti in ordine alle visite mediche ai detenuti, 12 anni per la commissaria del reparto Nilo, 9 anni per la comandante del nucleo investigativo regionale della Polizia Penitenziaria della Campania, 10 anni per il Provveditore regionale e 8 anni per entrambi i vicedirettori.
“Le richieste del PM segnano un’importante richiesta di giustizia per un procedimento lungo e difficile. Antigone già all’indomani di quei fatti ricevette alcune segnalazioni e presentò degli esposti dai quali presero il via le indagini. Per questo l’associazione è costituita parte civile nel processo. In questi casi è fondamentale giungere ad una verità giudiziaria che restituisca dignità all’intero Paese”. Questo il commento di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone
Antigone, 22 luglio 2026

