L’ossessione per la difesa dei confini non è diversa dall’ansia di chi costruisce muri sovrastati da cocci di bottiglia per difendere i nani da giardino.
La politica autoreferenziale ha l’unico scopo di conservare lo scranno, di governo o di opposizione, nelle Istituzioni, con i relativi privilegi. È una professione che si aggiunge alle altre, come tale deve semplificare, risolvere comunque: ignoranza e pressapochismo diventano i suoi caratteri specifici.
Ceuta è una piccolissima colonia spagnola in Marocco, circondata da una rete altissima, presa d’assalto a ondate da migranti subsahariani. Centinaia lì sono morti o perché precipitati o ammazzati dalle polizie marocchina e spagnola.
Le decine di migliaia di marocchini e algerini che in questi giorni sono entrati a Ceuta hanno potuto farlo perché le Istituzioni marocchine l’hanno permesso e probabilmente favorito. Tanto che alcune migliaia sono già, volontariamente, rientrate in Marocco!
Comunque saranno tutti respinti e rimpatriati perché Marocco e Algeria sono, per l’Europa e per la Spagna, “paesi sicuri”.
Ma la destra di governo e i moderati in Parlamento si preoccupano della difesa dei confini e gli altri di sembrare quasi accoglienti. Il gioco delle parti favorisce la stupidità.
Sono molti i contenziosi aperti tra Marocco e Spagna, ma uno attuale riguarda l’exMarocco spagnolo che il Marocco vorrebbe fare suo, nonostante le Nazioni Unite abbiano dato altre indicazioni.
Quella è una regione ricca di fosfati. Lì abita il popolo Saharawi al quale il Marocco nega l’autodeterminazione e ha rinchiuso al di là di un “muro” lungo centinaia di chilometri.
La Spagna appoggia le rivendicazioni dei Saharawi e spinge per il referendum richiesto dall’ONU. Il Marocco vuole “imporre” il suo punto di vista.
Dopo secoli le questioni coloniali condizionano la politica internazionale. Le migrazioni sono l’effetto di lungo periodo delle rapine che l’Occidente ha perpetrato per secoli e l’attualità è sconvolta da nuovi processi di colonizzazione.
Ma la politica italiana pensa alla difesa dei confini, già, dobbiamo armarci per proteggere “la cucina italiana”, “la canzone italiana” e “la bellezza italiana” dalle contaminazioni dei barbari stranieri. Così, forse, si protegge la “politica italiana”!
