Negli ultimi decenni, il sistema scolastico italiano è stato progressivamente interessato da processi di ristrutturazione riconducibili al paradigma neoliberale, caratterizzati dall’introduzione di logiche manageriali, dispositivi di valutazione standardizzata, competitività inter-istituzionale e crescente subordinazione dell’istruzione alle esigenze del mercato del lavoro e della produzione economica. Diversi studi hanno evidenziato come tali trasformazioni abbiano ridefinito il ruolo della scuola pubblica, orientandola verso criteri di efficienza, performatività e accountability tipici della governance neoliberale contemporanea.
Anche nel contesto italiano, tali processi si sono tradotti in una progressiva aziendalizzazione della scuola e in un rafforzamento del legame tra istituzioni educative e sistema produttivo, attraverso politiche di alternanza scuola-lavoro, partenariati pubblico-privato e valorizzazione delle competenze disciplinari, ma sempre più spesso, di base e non cognitive, funzionali alle esigenze del nuovo mercato del lavoro. All’interno di questa trasformazione, ancora in corso, emerge con crescente evidenza un ulteriore processo di avvicinamento tra il sistema dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il comparto industriale-militare. In numerosi contesti nazionali e internazionali, studiosi e ricercatori hanno analizzato il fenomeno della militarizzazione dell’educazione, inteso come l’espansione di linguaggi, pratiche, attori e interessi militari all’interno degli spazi educativi, formativi e della ricerca. Tale dinamica si manifesta attraverso collaborazioni tra scuole, università e industrie della “difesa”, programmi formativi connessi al settore bellico e iniziative orientate alla promozione della cultura della “sicurezza” e della “difesa nazionale”. In questa prospettiva, il coinvolgimento, anche indiretto, del sistema educativo nei circuiti della produzione militare può essere interpretato come parte di un più ampio processo di normalizzazione del genocidio e del regime di guerra all’interno delle società contemporanee.
Il presente dossier, curato da Bds Roma, propone di definire tale processo come una forma di “israelizzazione” dei sistemi educativi italiani, intendendo con questa espressione il progressivo consolidamento di relazioni strutturali, culturali e produttive tra il settore dell’istruzione e il complesso militare-industriale, nonché il processo di legittimazione di saperi funzionali al regime di guerra. L’analisi presentata prende in esame un segmento circoscritto di questo fenomeno, sia rispetto agli attori economici coinvolti sia rispetto al territorio considerato. Sul piano industriale, l’inchiesta si concentra sulla multinazionale Leonardo S.p.A., principale azienda italiana del settore aerospaziale, della difesa e della sicurezza. Sul piano territoriale, la ricerca si focalizza sulla città di Roma e provincia, area particolarmente significativa per la presenza di istituzioni scolastiche, universitarie e poli industriali legati al comparto militare
Volere la luna, 24 luglio 2026
