Così l’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) monitora e denuncia i respingimenti illegali dell’Italia, che collabora con i torturatori e trafficanti dei governi libico o tunisino. Chi sono i “trafficanti di carne umana”? Si cerca di documentare questa pratica illegale e mettere lo Stato italiano sotto accusa
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Lo sappiamo, c’è una linea diretta che collega le autorità italiane e le persone riportate forzatamente in Libia. Eppure ricostruire le responsabilità dell’Italia a livello legale è difficilissimo. Ecco come lo stiamo facendo e come puoi supportare il nostro lavoro.
L’Italia non esegue i respingimenti delle persone migranti direttamente. Perché? Perché sono illegali. Il governo tenta quindi di eludere le proprie responsabilità legali delegando i respingimenti ad altri paesi come Libia e Tunisia. Lo fa: pagando le imbarcazioni della guardia costiera libica, gestendo i respingimenti da remoto attraverso il controllo aereo del Mediterraneo.

Dove iniziano e dove finiscono le responsabilità di uno Stato? Dove stanno i suoi confini? Oggi i confini non coincidono più soltanto con una linea sulla mappa. Diventano accordi, protocolli, trattati. I confini si spostano, si estendono, e in questa sfumatura le responsabilità delle istituzioni rischiano di perdersi.

Ecco come abbiamo ricostruito le responsabilità nel caso Vos Triton
La vicenda. Il 14 giugno 2021, un drone di Frontex sorvola per ore una barca con 170 persone in avaria nel Mediterraneo. Le autorità italiane vengono avvisate. Invece di portare le persone in un porto sicuro, ordinano al Mercantile Vos Triton di riportarle in Libia. Abbiamo quindi portato il caso di una delle persone respinte davanti al Tribunale di Roma.
Il Tribunale ha stabilito che il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo italiano avrebbe dovuto ordinare al mercantile di portare le persone in Italia. Condurle in un luogo dove la loro vita viene messa in pericolo è stata una violazione del diritto internazionale del mare. L’Italia, il mercantile e l’MRCC sono state ritenute responsabili. La persona ricorrente è potuta entrare in Italia con un visto regolare. Si è concluso positivamente in modo analogo anche il caso della Asso 29.
