COMUNICATO STAMPA
Bando “pulizia fiumi”: Il Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (CIRF), tecnici e ricercatori chiedono un passo indietro all’assessore Gabusi
Interventi in gran parte ingiustificati, che non servono a ridurre il rischio e che stanno creando gravi danni ambientali: un modello gestionale completamente da rivedere, rispettando le norme nazionali
Con la pubblicazione della D.G.R. 4 Maggio 2026, n. 19-2516 la Regione Piemonte ha lanciato il quarto programma di interventi di manutenzione idraulica, che prevede 94 interventi in alveo di estrazione di inerti.
Il CIRF – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, associazione tecnica che si occupa da oltre 25 anni di sostenibilità nella gestione dei corsi d’acqua, ritiene che la modalità di intervento promossa dal bando, sostanzialmente slegata dalla pianificazione di bacino, sia sbagliata e controproducente, oltre che difforme dagli obblighi normativi.
L’estrazione di materiale litoide dagli alvei in linea generale non è un’azione adeguata per ridurre il rischio di alluvioni, anzi, in molti casi rischia addirittura di aumentarlo; inoltre, la normativa vigente prevede che al di fuori della pianificazione della gestione dei sedimenti possa essere effettuata solo in via straordinaria e in poche particolari fattispecie, sulla base di motivate e verificate esigenze di carattere idraulico. Tali giustificazioni, nel caso del bando regionale, sembrano totalmente assenti: nessuna relazione tecnica accompagna le schede descrittive degli interventi e non vi è alcun riferimento ai dati sulla base dei quali sono stati definiti i volumi di materiale litoide da estrarre e mobilizzare.
“Quello che invece appare molto probabile – afferma il Direttore del CIRF Andrea Goltara – è che tali interventi avranno forti impatti ambientali. In alcuni dei corsi d’acqua oggetto del quarto programma, infatti, gli analoghi interventi pregressi sono probabilmente la causa principale, insieme all’insufficiente deflusso ecologico, di degrado di habitat e specie acquatiche, anche di rilevanza comunitaria. Alcuni di essi, inoltre, sono oggetto di interventi specifici di progetti finanziati dalla UE per la tutela di specie di interesse comunitario e dei loro habitat ed è quindi ancora più grave che vi si prevedano disalvei impattanti e ingiustificati”.
Per questo motivo il CIRF, insieme al CISBA – Centro Italiano Studi di Biologia Ambientale e a numerosi ricercatori e docenti universitari esperti di fiumi, chiede alla Regione Piemonte di ritirare il quarto programma di interventi di manutenzione idraulica, rivalutando sia i singoli interventi previsti che l’istituto del Programma nel suo complesso.
Auspica inoltre che l’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po verifichi se gli interventi di asportazione dei sedimenti previsti rispettino la “Direttiva tecnica per la programmazione degli interventi di gestione dei sedimenti degli alvei” e sia coerente con la pianificazione di bacino
Contatti – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale: Andrea Goltara, Direttore, a.goltara@cirf.org, 3491084974; Andrea Mandarino, Consigliere, a.mandarino@cirf.org, 3470616927
