In Calabria i braccianti afghani e pachistani valgono meno delle cassette di fragole che raccolgono e se provano a protestare può accadere che vengono chiusi in un’automobile e bruciati vivi, suscitando la pena e le lacrime ipocrite di un giorno. Intanto nella mitica Milano una grande società statunitense importa, per costruire il consolato del proprio Paese, qualche centinaio di muratori indiani che riduce in schiavitù a due euro l’ora. Questa è la libertà d’impresa nel Belpaese. Le responsabilità sono della politica che ha governato il Paese negli ultimi decenni, tutta la politica della “governabilità“
Schiavitù, fragole e consolati …di Loris Campetti
