Il “potere terribile” di cui dispone la magistratura richiede, per essere equilibrato, grande attenzione alle conseguenze dei singoli interventi e costante empatia con la vita reale delle persone, con le loro relazioni, con le loro fragilità. Pare spesso che la magistratura non sia consapevole del suo enorme potere oppure per abitudine ne fa un uso distratto, superficiale o, peggio, punitivo. Come dimostrano alcune decisioni di giudici torinesi che hanno innescato sviluppi drammatici quali conseguenza di gesti privi della elementare umanità
Quando la giustizia esclude e uccide …di Claudio Novaro
