Accade a Torino. Da mesi prefetto e questore anticipano nuove zone rosse e moltiplicazione dei controlli sulla “criminalità” magnificando gli effetti taumaturgici del “nuovo corso” ministeriale. In realtà la situazione dei quartieri cittadini resta quella di sempre e ciò che accade sembra piuttosto una grottesca riproposizione in miniatura delle gesta dell’ICE negli Stati Uniti: anche nei destinatari degli interventi, che come accade da tempo a Torino, non sono i fattori di insicurezza ma chi cerca di affrontarla con razionalità e rigore. Ma non c’è mai limite al peggio. Lo dimostra una vicende recente, riassunta nel comunicato che si pubblica di seguito, con cui alcune associazioni (Fondazione di Comunità Porta Palazzo, Associazione Arteria, Associazione Culturale Filippina del Piemonte, Cooperativa Sociale Atypica, Educadora ETS, Fondazione CLT Terreno Comune Il Campanile, Associazione Isola di Arran, Associazione Fuori di Palazzo, Refugees Welcome Italia, Torino Sp4zio Aps) denunciano i controlli impropri di polizia nei confronti di loro operatori durante le attività sociali e chiedono un intervento dell’Amministrazione cittadina
Torino. Zone rosse e “polizia fascista”
