Noi non restiamo a casa, …disobbediamo

Il Parlameto ha varato nuove leggi repressive, contro un’opposizione tiepida e lenta. A questi provvedimenti va contrapposta una resistenza fatta di lotta e disobbedienza diffuse. Ecco i nuovi provvedimenti.

Fermo preventivo
In occasione di manifestazioni pubbliche, l’autorità di pubblica sicurezza ha il potere di trattenere fino a 12 ore chiunque abbia il “fondato motivo di ritenere” che possa essere un “concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione”.
Come? Dipende dalle “circostanze di tempo e di luogo” e dagli “elementi di fatto”, “anche desunti” dal possesso di determinati oggetti o da segnalazioni di polizia per reati commessi con violenza in occasione di manifestazioni pubbliche.
La misura non ha bisogno della convalida dell’autorità giudiziaria, che interviene solo per ordinare l’eventuale rilascio della persona trattenuta.
È l’arbitrio assoluto lasciato alle forze di polizia. È il governo totale della piazza: la libertà di manifestare dipende dall’arbitrio di chi la controlla. L’obiettivo è intimidire, produrre paura, vietare.


Perquisizioni di polizia
Questo decreto-legge peggiora la stessa Legge Reale, inasprendone la portata. prevedere le perquisizioni di polizia come strumento ordinario di governo delle piazze. Le perquisizioni si inseriscono esplicitamente nelle manifestazioni pubbliche.
È la normalizzazione dell’arbitrio punitivo nella gestione delle manifestazioni.
Si estende il campo delle operazioni, infatti, le perquisizioni sono “anche destinate alla prevenzione di reati che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica” in luoghi “caratterizzati da un consistente afflusso di persone”. In pratica in qualunque contesto urbano e qualunque evento collettivo. La norma diventa uno strumento di controllo preventivo di massa.
Perquisire come ulteriore tecnica di pressione: selezionare, intimidire, dissuadere.
Il decreto-legge prevede anche: Daspo “politico” dalle manifestazioni (fino a dieci anni) e 10.000 euro di sanzioni pecuniarie se il corteo “esce dal tracciato” prefissato.
È un tentativo esplicito di neutralizzare preventivamente il dissenso, attraverso fermi, perquisizioni, daspo decennali, multe.

Un decreto scritto per farci restare a casa

Temono le piazze. Temono che le persone possano organizzarsi, allearsi, manifestare contro la forma assunta dallo Stato autoritario.
Ci vogliono far restare a casa.
L’unica risposta possibile è fare esattamente ciò che vogliono impedirci: organizzarci di più, proteggerci di più, esserci di più. Moltiplicare le piazze, moltiplicare le alleanze, moltiplicare la capacità non solo di resistere ma anche di contrattaccare.

(grazie a comune-info )

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *