“Sulle rotte del rave”. La controcultura house …di Stefano Crippa

Non più abituati a una forma musicale a ‘sfondo sociale’ fa estremo piacere rivedere nelle librerie – a vent’anni dalla prima pubblicazione – Sulle rotte del rave, il libro/saggio opera di Pierfrancesco Pacoda (Wudz edizioni, 18 euro, pagine 251), un volume che è tutto meno che mera raccolta di titoli, nomi e stili ma – al contrario – è un documento (vivace) che racconta un movimento che dalle piste da ballo si espone a contaminazioni e altre storie. Vanni Santoni, nell’introduzione parla di un movimento che non si è estinto: «Le controculture giovanili, in genere, durano qualche anno, nel migliore dei casi un lustro. E se i rave erano in splendida forma nel 2002, impossibile non notare che lo sono ancora adesso».

Il viaggio-racconto di Pacoda ha inizio a Londra, nei primi anni del nuovo millennio, tra le case occupate (gli squat) si organizzano enormi feste che arrivano anche a oltre mille persone. E poi i sound sytem, impianti che si possono montare sia negli appartamenti che in strada e che diventano altro rispetto ai club. E che si muovono, non fermandosi a Londra ma spostandosi dalla capitale britannica al Galles fino ad approdare alle spiagge di Goa. E ancora Ibiza, un tempo luogo per fricchettoni che si trasforma nel tempo in appuntamenti up to date. Non solo Europa, ma anche Thailandia per la precisione a Haad Rin, penisola piccolissima che diventa oasi per gli amanti dell’acid house. Pacoda si sofferma sulle metropoli americane, a Chicago in particolare ovvero la città «culla» della house music – racontata con dovizia di particolari, un sound che poi – per bizzarro gioco del destino – approda a Berlino dopo la caduta del Muro, l’ex città simbolo della guerra fredda, dove negli edifici vuoti, le centrali si organizzano rave diventati mitici. Luoghi scomparsi nel tempo, eppure in qualche modo resistono, come spiega Santoni, perché essi stessi sono: «Una miscela dotata di un Dna così mutante da adattarsi a ogni cambiamento d’epoca»

il manifesto, 16 settembre 2026

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