Nasce “Sentieri solidali”. Il 9 agosto si è tenuta l’assemblea costituente della nostra Associazione. Non è stata una scelta facile
Di fronte alla prospettiva di un disimpegno della Fondazione Talità Kum, dovuto alle difficoltà economiche accumulate in assenza di contributi pubblici, avevamo due possibilità: accettare la fine di un’esperienza che in questi anni è stata un punto di riferimento per le persone in cammino lungo il confine alpino oppure costruire qualcosa di nuovo per continuare a esserci. Abbiamo scelto la seconda strada.
I dubbi non mancano: riusciremo a trovare le risorse necessarie? Saremo in grado di sostenere un impegno così gravoso? Ma una cosa deve essere chiara: la nostra associazione non potrà e non dovrà essere autosufficiente. L’accoglienza e la tutela dei diritti fondamentali non possono dipendere soltanto dalla buona volontà dei cittadini e dei volontari.
Siamo in un territorio di montagna dove, lungo questa frontiera, decine di persone hanno perso la vita. È una realtà che non può essere ignorata e che chiama in causa precise responsabilità istituzionali. “Sentieri solidali” nasce per continuare a esserci, non per sostituirsi alle istituzioni. Cercheremo con ostinazione di coinvolgerle, chiedendo loro di fare la propria parte e di assumersi le responsabilità che competono.
La nostra associazione può e deve rappresentare un punto di riferimento per la solidarietà, partecipazione e presenza sul territorio, ma non può diventare il modo per scaricare sui cittadini responsabilità e compiti che spettano alle istituzioni.
Al termine di un’assemblea molto partecipata, i soci fondatori sono stati 45. Un bel risultato in un periodo quasi di ferragosto. Nasce così un’associazione che vuole raccogliere l’eredità del percorso avviato da don Chiampo e con l’obiettivo di valorizzare, nel contempo, la nostra esperienza di volontari maturata in questi anni.
Il futuro del Rifugio Massi resta incerto. Ma da oggi comincia un nuovo lavoro. Sappiamo che lasciare spegnere questa esperienza senza provare a difenderla sarebbe un errore.
Alle volontarie ed ai volontari nominati nel Consiglio direttivo provvisorio e alla sua Presidente Silvia Massara tutto il nostro sostegno
