L’allevamento intensivo di suini, bovini e pollame riempie di ammoniaca e gas serra l’aria di tutta l’eco regione
● Secondo i dati dell’Anagrafe Zootecnica, nelle regioni padane – Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna – si concentra circa il 60% dei bovini e degli avicoli allevati in Italia e oltre l’80% dei suini, con densità maggiori nelle province della pianura. Anche per questo, la qualità dell’aria è tra le peggiori d’Europa.
● Le emissioni di ammoniaca e gas serra generate da bovini, suini e avicoli in questa zona sono rimaste pressoché stabili dal 2017 al 2023. Gli ultimi dati disponibili, elaborati per Greenpeace Italia da ricercatrici dell’Università di Siena, parlano di 162,7 migliaia di tonnellate di ammoniaca e 12.725 migliaia di tonnellate di gas serra emesse in un anno.
● Le province che emettono di più, sia per quanto riguarda l’ammoniaca sia per quanto riguarda i gas serra, sono Brescia, Cremona e Mantova. Gli allevamenti della provincia di Brescia sono responsabili da soli del 14,9% delle emissioni di ammoniaca e del 15,3% delle emissioni di gas serra rispetto al totale di tutta la pianura padana.
● Il Comune dell’eco regione padana con le più alte emissioni di ammoniaca derivanti dalla zootecnia è Fossano (Cuneo), mentre quello con le maggiori emissioni di gas serra è Reggio Emilia.
● Attualmente, i bovini sono responsabili da soli del 65% delle emissioni di ammoniaca e del’84% di quelle di gas serra all’interno dell’eco regione padana. Al tempo stesso, gli allevamenti che coinvolgono questi animali sono paradossalmente esclusi dagli obblighi derivanti dalla Direttiva sulle Emissioni Industriali (IED)
Qui il nuovo report di Greenpeace:
Padania avvelenata

