Abbecedario etico 6 …di Alessandra Filippi

🟨ABBECEDARIO ETICO. Il linguaggio come campo di battaglia 

Un progetto di M. Alessandra Filippi promosso da Local March for Gaza 

D come Diritto Internazionale

La nuova puntata che vi presentiamo in questa newsletter dialoga drammaticamente con la realtà odierna. Oggi assistiamo a una sistematica manipolazione semantica dove il “Diritto” viene invocato in modo selettivo dalle potenze occidentali, trasformandosi in uno strumento di propaganda e ipocrisia “che vale, ma fino a un certo punto”. Ma se i diritti umani diventano “selettivi”, anche il Diritto viene eroso,  lasciando spazio a impunità di ogni genere. Riconoscere la manipolazione linguistica che investe anche il linguaggio giuridico e conoscere il Diritto anche se non si è dei giuristi, è uno degli atti di resistenza che siamo chiamati a praticare, esattamente come il boicottaggio. Anche questo è l’Abbecedario Etico: chiamare le cose con il loro nome, e smascherare i cortocircuiti linguistici che legittimano l’orrore.

Ascolta il podcast: https://www.spreaker.com/episode/d-come-diritto–72272828

[…] Da un lato del corridoio abbiamo la realtà nuda, quella degli attivisti del Global Movement to Gaza sequestrati in Libia o torturati in acque internazionali, o quella portata in Senato dalla voce ferma di Francesca Albanese sull’uso della tortura sulla popolazione palestinese come strumento di colonizzazione. Una denuncia agghiacciante che squarcia il velo sul suo uso sistematico, scientifico e governativo nei territori palestinesi occupati. Il corpo umano diventa il terreno su cui esercitare la cancellazione di un popolo, la violenza si fa istituzione e il diritto si dissolve tra le macerie di una “gazificazione” che si sta estendendo drammaticamente anche al Libano. Corpi negati, vite sospese, città, paesi e vallate intere distrutti e occupati, il potere che si fa macelleria.

E mentre lo Stretto di Hormuz rischia il blocco, il sud ovest asiatico brucia sotto le bombe israeliane, le istituzioni internazionali balbettano di fronte al genocidio e due cittadini italiani sono sequestrati da quasi due settimane insieme ad altri 8 volontari del convoglio di aiuti umanitari per Gaza… il nostro Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, individua il vero responsabile del crollo dell’autorità e della delegittimazione dei docenti. No, non sono i tagli alla scuola, non è il precariato strutturale, non è la totale assenza di prospettive per l’universo giovanile. Il problema è il “cattivo maestro” Michel Foucault.  Se non lo conoscete e siete amanti della filosofia, questa è un’ottima occasione per approfondire l’argomento.

Perché il paradosso è profondo nella sua ipocrisia: da una parte, il potere reale mostra la sua faccia più feroce e biopolitica — quella della tortura e del controllo coloniale dei corpi denunciata dall’Albanese. Dall’altra, il potere nostrano si traveste da maestro d’asilo severo, ossessionato da chi ha analizzato a fondo i dispositivi disciplinari.

Quindi cosa dovrebbero imparare i ragazzi di fronte al silenzio dello Stato sul dramma palestinese e su tutti gli altri abusi nostrani: l’obbedienza cieca? Il rispetto selettivo del diritto?

Noi, che preferiamo il pensiero critico e le piazze aperte, rispondiamo sintonizzando i nostri passi su frequenze decisamente diverse.

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