Il Mediterraneo è un cimitero invisibile!

C’è una storia che viene raccontata. Una storia in cui le morti nel Mediterraneo starebbero diminuendo. È la narrazione che il governo porta avanti. Ma i numeri raccontano tutt’altro. +150% di morti nel nostro mare rispetto al 2025.

Solo nel Mediterraneo centrale tra gennaio e metà aprile 2026: 775 persone morte o disperse. Nello stesso periodo del 2025 erano 307, è più del doppio.

Numeri così non si interpretano, si guardano per quello che sono. Dietro questi numeri ci sono persone senza nome, senza storia, senza la possibilità di essere cercate, rimaste sospese nei pensieri dei loro cari.

Non è una fatalità. È il risultato di scelte precise dello stesso sistema che oggi racconta una riduzione delle morti: un sistema basato sull’assenza di un soccorso coordinato e sull’ostacolare le navi umanitarie.

Fermi amministrativi, porti assegnati lontani, meno navi presenti dove le persone stanno affondando. È così che si crea un vuoto nel soccorso ed è in quel vuoto che le persone scompaiono. E mentre questo vuoto cresce, si continua a raccontare che le morti diminuiscono. Ma non è quello che sta succedendo. Il Mediterraneo centrale sta diventando sempre di più un cimitero invisibile

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