“Diritto alla casa”. Chiacchiere in Europa, balbettii in Italia

L’Unione Europea, difronte all’emergenza abitativa e alla gentrificazione dei centri storici a favore delle residenze turistiche, apre un piano casa di buone intenzioni. Chiacchiere utili più a dare strumenti alle imprese edili per cementificare le città che non per risolvere le crisi abitative presenti in buona parte delle città d’Europa. Invece in Italia assistiamo al silenzio, ai balbettii, all’inattività, alle depenalizzazioni, al vuoto legislativo

*********************************

Stando alla Commissione, per colmare questa carenza si stima la necessità di oltre 2 milioni di nuove unità abitative all’anno, 650.000 in più rispetto agli attuali 1,6 milioni dei nuovi alloggi che vengono attualmente costruiti. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, l’European Affordable Housing Plan propone 10 settori chiave di intervento (Actions) suddivisi in 4 pilastri.

  • Pilastro I: Rafforzamento della produttività e innovazione nel settore edile (Action 1), tagli alla burocrazia per accelerare permessi (Action 2), integrazione accessibilità, sostenibilità e qualità negli alloggi (Action 3)
  • Pilastro II: Mobilitazione di capitali pubblici e privati tramite una Piattaforma paneuropea per gli investimenti (Action 4), semplificazioni normative per gli aiuti statali nel social housing (Action 5).
  • Pilastro III: Regolamentazione degli affitti brevi nelle zone sotto “housing stress” (Action 6), contrasto alla speculazione immobiliare (Action 7).
  • Pilastro IV: Supporto a riforme nazionali prioritarie (Action 8) per favorire giovani e famiglie (Action 9), persone senza dimora e vulnerabili (Action 10).

Intervenire in questi ambiti, secondo la Commissione, consentirà all’Unione Europea di “svolgere un ruolo più incisivo nel sostenere, coordinare e amplificare gli sforzi nazionali, regionali e locali”

(Percorsi di Secondo Welfare)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *