Palestina. Abbecedario Etico …di Alessandra Filippi

ABBECEDARIO ETICO. Il linguaggio come campo di battaglia

Un progetto di M. Alessandra Filippi per e con Local March for Gaza

Questa settimana la nostra lettera è: E COME ETICA
L’etica non è un insieme astratto di regole. È la bussola morale che guida ogni scelta individuale e collettiva, il filtro attraverso cui valutiamo ciò che è giusto, ingiusto, accettabile o intollerabile. Non è universale, varia tra individui e culture, ma spesso si fonda sulla Regola d’oro: trattare gli altri come vorremmo essere trattati. Coltivare etica significa coltivare umanità, assumersi l’onere e l’onore di riconoscere e opporsi a qualunque forma di ingiustizia, abuso, disumanizzazione.

Prisma Etico:

  • Empatia – percepire l’altro, sentire la sofferenza altrui come propria.
  • Eguaglianza – garantire pari diritti e opportunità, senza eccezioni.
  • Responsabilità – assumersi le conseguenze delle proprie azioni.
  • Giustizia – valutare equità, pesare danni e benefici, proteggere i più vulnerabili.
  • Esclusione – riconoscere discriminazioni, marginalizzazioni, segregazioni.
  • Dilemmi – confrontare situazioni complesse, leggere oltre l’apparenza.

L’etica nel contesto israelo-palestinese:
Le decisioni politiche e militari possono essere giudicate alla luce dell’etica. Embargo, boicottaggi o pressioni internazionali diventano strumenti morali quando mirano a proteggere diritti e vite umane, ma possono essere discutibili se producono sofferenza indiscriminata. L’esclusione sistemica dei palestinesi da terre, risorse e servizi essenziali evidenzia l’assenza di etica nelle politiche di occupazione.

Esempio concreto:
Il 30 ottobre 2026 la Knesset israeliana ha approvato una legge che prevede la pena di morte solo per i palestinesi. Per capire quanto sia straordinariamente grave: non esiste al mondo un luogo dove la pena di morte valga solo per “alcuni”.
La legge, nella versione finale, stabilisce che in Cisgiordania, sotto giurisdizione militare “Un residente che intenzionalmente causa la morte di una persona, e l’atto è classificato come terrorismo, sarà punito con la morte (pena obbligatoria), salvo circostanze eccezionali.”
Mentre in Israele, sotto giurisdizione civile, la legge prevede che “Chi uccide con intento di danneggiare l’esistenza dello Stato di Israele può essere condannato a morte o all’ergastolo.”
La legge parla di “residenti” della Cisgiordania soggetti a tribunali militari per atti classificati come terrorismo. Ma chi è sottoposto a questi tribunali? Solo i palestinesi. I coloni israeliani nello stesso territorio non lo sono.
La categoria reale diventa quindi: palestinesi della Cisgiordania sotto occupazione militare.

Mantra finale:
Applicare il prisma etico significa leggere, valutare, scegliere. Ogni azione, ogni silenzio, ogni decisione può rafforzare l’ingiustizia, difendere la dignità, coltivare etica e dunque umanità.

Letture brevi ma intense:
• Emmanuel Kant – Per la pace perpetua, Feltrinelli
• Hannah Arendt – Alcune questioni di filosofia morale, Einaudi
• Roberta De Monticelli – Umanità violata: La Palestina e l’inferno della ragione, Laterza

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