In questi mesi si è resa visibile un segmento di società capace, quantomeno, di incrinare la cultura politica dominante con azioni di protesta e solidarietà. Eppure, lo sfondo resta carico di ombre. Le guerre in corso, l’avanzata di un’onda nera su scala globale e lo spettro di un nuovo cataclisma economico continuano a definire un tempo inquieto.
Proprio per questo, abbiamo bisogno di pensare insieme. Come possono i movimenti ma anche la società più complessiva creare qui e ora alfabeti nuovi per proteggersi dalla tormenta in corso? gli ultimi Ma gli eventi dicono anche che dal basso pare possibile essere massa consapevole: un nuovo movimento giovanile e intergenerazionale. Su Comune si è aperta una discussione da un articolo di Lea Melandri che sottolineava l’evidente distanza tra partiti e società. Li abbiamo raccolti, li proponiamo e lo faremo inseguito- E’ una discussione aperta, certi della necessità di capire e confrontarci
Una maggioranza rumorosa finora inascoltata [Lea Melandri]
Nuove comunità democratiche e antifasciste [Andrea Segre]
Come restare movimento e radicarsi nei territori [Emilia De Rienzo]
Una gran voglia di umano [Claudio Tosi]
Partiti o movimenti? [Guido Viale]
Desiderare mondi nuovi [Lorenzo Guadagnucci]
Quando emerge un movimento [Marco Bersani]
Una proposta, vediamoci [Paolo Cacciari]
L’alternativa siamo noi, torniamo ad immaginare [Anna Maria Bruni]
Oltre l’autoreferenzialità dei movimenti [Giorgio Dal Fiume]
L’irruzione delle soggettività inascoltate [Tiziana Villani]
Per un profondo rinnovamento delle pratiche politiche [Laura Castellani]
Il capitalismo algoritmico. La guerra, il caos e noi [S. Rota e M. Codebò]
