Nell’ultima missione della Global Sumud Flotilla, conclusa tra fortissime tensioni diplomatiche e ostacoli operativi, diverse imbarcazioni sono state bloccate o costrette a deviare la rotta prima di raggiungere le coste di Gaza. I volontari hanno denunciato ritardi nelle autorizzazioni, controlli straordinari nei porti di partenza e restrizioni crescenti nei corridoi umanitari. Nonostante la natura dichiaratamente civile e sanitaria dell’iniziativa, l’accesso è rimasto incerto fino all’ultimo, confermando quanto il controllo dei punti di ingresso rappresenti oggi uno snodo politico centrale. È in questo clima che Maria Elena Delia, portavoce della Global Sumud Flotilla, annuncia una nuova e ancora più ampia missione, con partenza prevista per il 12 aprile 2026. Un’iniziativa che si propone non solo di portare aiuti umanitari, ma di sfidare apertamente quella che definisce la “normalizzazione dell’isolamento” di Gaza
“Per Gaza il rischio più grave è la nostra assuefazione”. Laura Tussi intervista Elena Delia
