COMUNICATO
Si è conclusa la farsa per la nomina del Garante per i diritti delle persone private della libertà personale. Questo è il titolo completo della funzione svolta gratuitamente e volontariamente da una persona nominata dal Comune di Biella per “garantire i diritti” dei
detenuti e di tutte le persone “private della libertà” a Biella.
Un Consiglio comunale indifferente e distratto e una Giunta obbediente al feudatario locale sono stati gli ingredienti di questa commedia degli errori che si è protratta per settimane.
La comparsa di quattro candidati ha disturbato i piani del Comune che aveva già deciso il prescelto su indicazione dell’uomo che vorrebbe “non far respirare” i detenuti, l’on. Delmastro Delle Vedove, sottosegretario incaricato di far funzionare le carceri in Italia. Uomo con la passione per le carceri speciali, quelle di massima sicurezza, alle quali si dedica con entusiasmo maniacale, forse perché lì i detenuti possono giusto solo… “respirare”
Così sotto la sua supervisione le prigioni diventano ancora più sovraffollate, più fatiscenti, lì i detenuti si uccidono, si fanno del male, vengono imbottiti di psicofarmaci, sedati per non disturbare, lì si sospendono o diminuiscono le attività educative e lavorative. Ed ora,
grazie alle leggi repressive del governo Meloni, incapaci di ottenere alcun risultato, sono piene anche le prigioni per i ragazzini non ancora maggiorenni. Una gestione disastrosa che calpesta i diritti delle persone e non svolge la funzione rieducativa garantita dalla Costituzione (vedi il XXI rapporto sulle condizioni di detenzione)
In sintonia con questa rovinosa gestione del sistema carcerario il Comune di Biella ha scelto come Garante dei diritti l’”empatico” direttore di Città Studi, un amministratore, scartando una docente di Filosofia del diritto all’Università di Torino, da anni dirigente dell’associazione Antigone e l’ex Garante del carcere di Vercelli.
Amministrare meglio il carcere come strumento per garantire i diritti dei detenuti? Una soluzione semplice e originale in continuità con il disegno lungimirante di Delmastro che ha in testa la scuola, qui a Biella, per i “nuovi secondini”, quelli che gli fanno da scorta.
Proprio lì potrebbe essere messo in seguito il nuovo Garante, che intanto dovrebbe garantire (o amministrare?) i diritti dei detenuti.
Se la visione del Sottosegretario è quella di “non far respirare i detenuti” forse in quella scuola impareranno a pestare i più indisciplinati, meglio se stranieri, senza lasciare segni visibili e senza fiatare.
Si deve sapere che in questo Paese, sistematicamente e a tutti i livelli, le Istituzioni non applicano la Costituzione!
Coordinamento Biella Antifascista, marzo 2026
