Guerra ai migranti …di Paolo Vernaglione Berardi

Con l’approvazione, l’11 febbraio, in Consiglio dei ministri del decreto legge anti-immigrazione, che segue di un giorno l’approvazione da parte di un parlamento europeo di destra conclamata e succube dell’asse Roma-Berlino (Merz-Meloni), del patto migrazione e asilo del 2024, la guerra globale alle migrazioni e a chi salva vite diventa azione permanente di governo delle popolazioni.

Il divieto temporaneo di ingresso nelle acque territoriali da 30 giorni a 6 mesi in presenza di “situazioni gravi per l’ordine pubblico”, “rischio di terrorismo”, “pressione migratoria straordinaria” e “emergenze sanitarie e grandi eventi che richiedono maggior sicurezza”, introduce un nuovo potere arbitrario di decisione dell’esecutivo che potrà sanzionare le imbarcazioni con una multa da 10 a 50.000 euro e con la confisca in caso di infrazione reiterata. Il blocco navale diventa atto di guerra legittimo in contrasto con il divieto di respingimenti collettivi. Impedendo alle ong di operare, aumentando i casi di sequestro e i possibili reati, moriranno più persone.

Le persone migranti intercettate potranno essere condotte in stati terzi che abbiano sottoscritto specifici accordi con l’Italia e siano dotati di strutture di trattenimento anche in vista di eventuali rimpatri. L’ignobile “modello Albania” dei centri di detenzione e rimpatrio anticostituzionali, che sarà adottato in Europa (ne parla in modo approfondito Fulvio Vassallo Paleologo, giurista, in L’Europa demolisce il diritto di asilo) diventa il modello di deportazione di migranti nei “paesi terzi sicuri”.

Le persone trattenute nei CPR saranno private dei cellulari, “consegnati soltanto per il periodo strettamente necessario al loro utilizzo secondo le regole della struttura”. Questo provvedimento non è compatibile con “i diritti fondamentali e la dignità della persona connaturati alla privazione della libertà personale”. La limitazione alle visite degli assistenti parlamentari esclude professionisti legali e sanitari necessari ad accertare le violazioni dei diritti.

Il Ddl prevede una stretta feroce al diritto di asilo, peraltro già fortemente limitato, soprattutto per minori non accompagnati. I requisiti dovranno essere dimostrati attraverso documentazione formale. La permanenza regolare in Italia per almeno cinque anni sarà verificata tramite iscrizioni anagrafiche e titoli di soggiorno. Vengono ristretti i criteri di accoglimento delle domande di ricongiungimento familiare.

Il tutto è inscritto nella svolta autoritaria mondiale che si estende dagli “ordini esecutivi” di Trump, alle deportazioni di massa, ai decreti sicurezza, al riarmo, al divieto di manifestare e alla repressione del dissenso e della critica. Non si tratta di progetti separati, ma di un progetto di società. Un progetto in cui è in gioco anche il diritto.

Bisogna mobilitarsi, bisogna organizzare una opposizione sociale forte, prima che una nuova versione di leggi razziali sia all’ordine del giorno, non in un solo paese, ma in un mondo preso in politiche di morte. La manifestazione nazionale “No Kings” del 28 marzo, come è accaduto già negli Stati Uniti e in Inghilterra, è l’occasione di “disegnare un mondo nuovo”. Bisogna fare scacco al re. La misura è davvero colma ed è necessario che trabocchi.

Comune.Info, 15 febbraio 2026

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *