Nel mondo 12 miliardari hanno più ricchezza della metà più povera dell’umanità. La forbice delle diseguaglianze si divarica anche in Italia. La concentrazione delle ricchezze, tassate pochissimo, con l’aumento del precariato e dei tagli a sanità e welfare mette a rischio la democrazia. Sbilaciamoci! propone una mobilitazione straordinaria con azioni anche di disobbedienza civile
********************************************
Il recente rapporto di Oxfam sulle diseguaglianze pubblicato alla fine del mese scorso e l’uscita in questi giorni del libro di Riccardo Staglianò (Tassare i milionari, Einaudi) ripropongono il dibattito (purtroppo in un ambito ancora ristretto) sul tema della crescita abnorme delle diseguaglianze e della ricchezza concentrata in poche mani, sia in Italia che a livello globale. Si tratta di un fenomeno ormai insostenibile dal punto di vista economico e intollerabile dal punto di vista sociale ed etico.
I dati (inclusi nei due lavori appena citati) sono stati ricordati in questi giorni. In Italia lo 0,1% della popolazione adulta (50mila persone) detiene il 10% della ricchezza nazionale, quasi il doppio rispetto al 1996. Il 10% dei percettori di redditi più alti detiene il 40% dei redditi nazionali contro il 28% di 40 anni fa. Il patrimonio del ricco più italiano -Giovanni Ferrero- vale 700mila volte il reddito medio. I 3mila miliardari a livello globale pagano di tasse lo 0,3% del loro patrimonio. I 12 miliardari più ricchi del mondo possiedono più ricchezza della metà più povera dell’umanità, ovvero 4 miliardi di persone. E si potrebbe continuare. Quello che colpisce è l’incremento delle diseguaglianze e della concentrazione della ricchezza negli ultimi 30 anni: gli anni del neoliberismo all’insegna del taglio delle tasse, della riduzione del welfare e dell’intervento pubblico, delle privatizzazioni, della precarizzazione del mercato del lavoro.
Noi di Sbilanciamoci! due anni fa abbiamo lanciato – alla nostra Controcernobbio – la proposta di una campagna –Tax the Rich!, utilizzando il marchio di una iniziativa nata prima in terra americana e che poi è stata fatta propria da altri movimenti. Prima la vicenda delle guerre e del riarmo europeo, poi la tragedia del popolo palestinese hanno convogliato le forze di molti movimenti e associazioni di fronte a queste terribili emergenze mondiali. Ma anche l’aumento delle diseguaglianze e la concentrazione della ricchezza lo sono: e sono a rischio la coesione sociale e la democrazia nelle nostre comunità. Ormai analisi, rapporti scientifici, analisi e indagini di esperti su diseguaglianze e ricchezza ne abbiamo a bizzeffe. Le proposte -specifiche e concrete- le abbiamo. Le cose non cambiano. Gran parte della politica è sorda. Servono la mobilitazione dal basso, l’azione diretta, le pratiche concrete. Anche la disobbedienza civile.
Ecco perché lanciamo una proposta: una mobilitazione straordinaria di una settimana, nel mese di aprile, contro lo sconcio della crescita abnorme e delle grandi ricchezze. Pensiamo ad almeno 100 iniziative locali nei pressi dei luoghi simboli del privilegio e delle grandi ricchezze: flashmob, volantinaggi, protese, azioni dirette e di disobbedienza per dire basta a questa deriva antidemocratica e antisociale. E’ una proposta che lanciamo a tutti, a partire da Oxfam, Fridays for Future e il Forum Diseguaglianze e Diversità – che in questi anni hanno avuto un ruolo importante di denuncia, sensibilizzazione e proposta. E poi ad associazioni, campagne, al movimento sindacale.
E’ ora di fare qualcosa.
Sbilanciamoci!, 7 febbraio 2026
