I portuali disertano la guerra

Immaginati la guerra non come violenza generica, ma morte su grande scala pianificata nel dettaglio; una enorme macchina di propaganda, logistica, produttiva. Dove in particolare è fondamentale la capacità di dislocare armi nel mondo.

La protesta dei portuali contro guerra e traffico di armi di questo 6 febbraio è fondamentale (in coda gli appuntamenti in Italia): coinvolgerà almeno 21 tra i più grandi e importanti porti europei e mediterranei, (Bilbao, Tangeri, Pireo, Mersin, Genova, Livorno…). È un’azione internazionale che indica la via, anche nel posizionamento del movimento sindacale rispetto al riarmo.

Non abbiamo accettato il ricatto ambiente/lavoro, non accetteremo quello morte/salario, l’idea che il contenuto del lavoro sia neutro e indifferente, purché produca qualche forma di occupazione.

Il riarmo è morte, impoverimento, tagli allo stato sociale. Può produrre momentaneamente un salario diretto per te, ma è tutta la tua classe a venirne indebolita. E anche tu, con ogni probabilità, perderai in salario indiretto quello che una commessa bellica sembra portarti nell’immediato.

Ma se l’economia di guerra è la nuova normalità, impossibile fermare a oltranza l’intera economia senza una alternativa alla fonte: nella produzione. La lotta alla logistica di guerra si unisce a quella contro la produzione di guerra, per una riconversione radicale di tutte le produzione belliche e inquinanti a favore di produzioni di pace ed ecologiche. Questo piano di conversione ecologica si compone di ragioni, dati, statistiche, dimostrazioni della propria superiorità per il benessere generale. Ma, come ci ha dimostrato la flotilla, un esempio concreto vale più di mille parole per lo sviluppo del movimento reale.

Per questo riteniamo chiave buttare giù il muro di gomma che oggi boicotta la possibile reindustrializzazione ecologica della ex Gkn. Per quello abbiamo fatto appello all’azionariato popolare: per salpare anche solo con un piccolo pezzo di fabbrica socialmente integrata.


Appuntamenti in Italia del 6 febbraio:

Genova, ore 18,30: Varco San Benigno
Livorno, ore 17,30: Piazza 4 Mori
Trieste, ore 17,30: Via K. Ludwig Von Bruck (Autorità portuale)
Ravenna, ore 15: Via Antico Squero 31 (Autorità Portuale)
Ancona, ore 18: Piazza del Crocifisso
Civitavecchia, ore 18: Piazza Pietro Gugliemotti
Salerno, ore 17: Varco principale al porto
Bari, ore 16: Terminal Porto
Crotone, ore 17,30: Piazza Marinai d’Italia (c/o entrata del porto)
Palermo, ore 16,30: Varco Santa Lucia
Cagliari, ore 17: Via Roma lato porto

Comune, 3/2/2026, [Collettivo Di Fabbrica – Lavoratori Gkn Firenze]

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