In questi giorni nel Mediterraneo si è consumata una tragedia senza precedenti.
Il ciclone Harry, oltre a devastare vaste aree del Sud Italia, avrebbe provocato la morte di oltre 1.000 persone in mare.
È quanto emerge dalle stime diffuse da Refugees in Libya, che ha raccolto segnalazioni, dati ufficiali e testimonianze dei pochissimi sopravvissuti ai numerosi naufragi verificatisi nel Mediterraneo centrale.
Molte imbarcazioni sono state fatte partire dalle coste della Tunisia, in condizioni estremamente precarie e senza alcun soccorso attivo.
Alcune sono affondate durante la traversata, altre risultano ancora disperse. Famiglie intere sono rimaste senza notizie dei propri cari, e molti corpi sono stati avvistati e solo in parte recuperati in mare.
Di fronte a questo, abbiamo denunciato come silenzio e l’inazione dei governi di Italia e Malta siano agghiaccianti: di chi ha perso la vita in mare non si deve parlare, soprattutto quando queste morti mostrano il fallimento delle politiche migratorie europee e della collaborazione dei nostri governi con Libia e Tunisia

