I percorsi per normalizzare una società e omologare i suoi membri passa inevitabilmente attarverso forme diverse di repressione a seconda delle fasi che si stanno attraversando.
Oggi, la politica e la Magistratura italiane, preoccupate dall’insorgere “spontaneo” e diffuso di piccoli e grandi movimenti intorno all’insostenibile genocidio del popolo palestinese, hanno scelto la strada della “criminalizzazione”.
Nella nostra società razzista e islamofoba scendere al fianco della lotta del popolo palestinese lascia aperta sempre l’ipotesi di complicità con il terorismo. Mentre la critica allo Stato di Israele, punta avanzata dell’Occidente in Medio Oriente, può essumere il carattere dell’antisemismo!
Questo è il modo con il quale, partendo dall’attacco del movimento ProPal, si intende reprimere ogni forma di dissenso e di lotta nella società italiana
Contrastare l’antisemitismo o reprimere il dissenso?
